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10 anni dopo

settembre 11, 2011

10 ANNI FA ERO A LONDRA, IN VACANZA

Il 11 settembre 2001 il programma del mio quinto giorno prevedeva la visita alla City, il quartiere economico della capitale.
Non ero solo. Mi accompagnava quella che era al tempo la mia ragazza.

Per arrivare alla City prendemmo il Tube, la metropolitana, e ricordo ancora molto bene che scesi dal mezzo iniziò una lunghissima risalita verso la superficie.
La stazione è molto in profondità e per almeno 5 minuti si è costretti a camminare fra tapis roulant, scale mobili e corridoi senza fine.
Poi finalmente, quando ormai iniziai a provare un forte senso di claustrofobia a forza di stare laggiù, intravedemmo la luce della città che dalla scala mobile finale filtrava nei nostri occhi.

Ero felice, non ne potevo più di fare il topo nel sottosuolo.

Uscimmo, eravamo arrivati, eravamo nella City.
Tempo neanche tre metri, forse meno, e ci ferma un colletto bianco impiegato di chissà quale grattacielo di chissà quale ufficio al 100° piano che non potevo non aver visto dal momento che ne ero circondato.

“Salve” mi fa lui
“Salve” rispondiamo noi.
“Siete turisti?”
“Beh si”
“Guardate, c’è stato un attentato alle Torri Gemelle di New York City, che è nel cuore del centro economico/finanziari della città”
“Come scusi?”

“C’è stato un attentato! e si teme che Londra, soprattutto la City, possa essere il prossimo target, quindi vi consiglio di andarvene altrove, qui tutti stanno facendo la stessa cosa e gli uffici si stanno svuotando”
“Ok, grazie”

Ancora basito, mi voltai verso la ragazza:
“Abbiamo capito la stessa cosa vero? Dobbiamo andarcene! Cambiamo zona”

Girammo le nostre schiene, e tornammo a a calpestare i gradini di ingresso della stazione metropolitana. Tornammo nel sottosuolo.
Quel senso di claustrofobia non tornò più, ora avevo altro a cui pensare.
Cosa facciamo? Cosa succederà?

Non avevo certo capito qual’era la gravità della cosa, finché a tarda sera ritornammo al nostro ostello e nella hall, colma di ragazzi tutti davanti la CBS, vedemmo dalle immagini venir giù prima l’una poi l’altra torre…

Durante quei primi 5 giorni non ero mai riuscito ad entrare in sintonia con i londinesi, gente schiva, che va’ per la sua strada e che difficilmente ti ferma per strada.
Quel giorno, un qualsiasi sconosciuto impiegato d’ufficio scardina subito le sue probabili consuetudini e solidarizza con estranei per aiutarli nell’evento appena successo.
QUESTO È MOLTO BELLO

Nelle cose peggiori nascono i sentimenti migliori.

Per la cronaca: ritornati nel bunker metropolitano della City, ci dirigemmo verso il famoso quartiere di Notting Hill.
Giuro, non ricordo assolutamente di come si a fatto quel posto…

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