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Il mio iMac nuovo! Anzi no, vecchio

settembre 21, 2014

Il mio Workspace

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Questa esperienza va raccontata, non per leccare le chiappe alla Apple, ma semplicemente per rendere consapevole ancor di più  tutti che tipo di azienda sia la Mela.
È un esperienza positiva, che voglio condividere con voi lettori che passate qui anche per caso.

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Partiamo dall’inizio.

Nell’agosto 2011 avevo bisogno di un computer grande e comodo per poter lavorare. Ero stanco di sforzare vista e zoom con uno schermo da pochi pollici. Ho così speso la mia bella cifra e ho portato a casa un iMac da 27″ Intel core i7 8Gb RAM… Un bestione insomma.

Al suo primo compleanno l’iMac decide di darmi segni di squilibrio; si rompe la scheda grafica e sono costretto a mandarlo in garanzia. Impacchettamento furioso e preghiere al corriere di trattarlo a dovere.
Dopo 10 giorni di assenza e ritorno alla vita professionale con portatile, il grande luccicoso iMac torna a casa e sembra funzionare molto bene.
E lo fa per un altro anno e mezzo alla grande…

Appunto, un anno e mezzo, perché poi decide di rompersi di nuovo la scheda grafica (scoperta poi come il tallone di Achille di questo iMac specifico) e rassegnato all’idea impacchetto e mando in assistenza.
Piccola parentesi: nel frattempo la macchina è entrata nel periodo di Apple Care; per chi non lo sapesse la mela morsicata offre ai suoi clienti solo un anno di garanzia, se vuoi estendere a 3 anni devi pagare una garanzia specifica – appunto l’Apple Care, e mai scelta fu più azzeccata per una postazione da quasi 3000€!

Il tempo di pensare e godere di un computer con la sua seconda scheda video nuova dura poco; dopo due giorni a lasciarmi è l’hard disk da 1 Tb. Ma diamine! Due giorni solo!
Mi innervosisco; praticamente ho dovuto per la seconda volta in una settimana rimpacchettare il tutto e mandarlo in assistenza per la terza volta in due anni e mezzo. Altri 10gg senza postazione, altre sofferenze con il portatile. Era assurdo!
Me ne faccio una ragione e quando torna a casa mi sbatto di nuovo a “timemachinezzare” l’iMac. Roba lunga, noisa. Si perdono giorni di lavoro come niente per queste cose. Giorni, sì.

Arriviamo ad oggi (cioè poco più di un mese fa):
Torno dalle ferie, accendo il computer e l’iMac… non va! Di nuovo il disco fisso! Incredibile!
Parto di testa! Da li a pochi giorni anche l’Apple Care avrebbe chiuso la sua validità, ergo sarebbe stata la mia ultima assistenza gratuita per un computer per me ancora nuovo e che deve durare secoli…
Ma soprattutto mi infastidiva che avevo intuito che era nato male e mi avrebbe continuato a dare grossi problemi. Insomma 4 assistenze in tre anni erano inconcepibili per una macchina di tutti quei soldi, non vi pare?

Non ci sto.
Chiamo la Apple e mi incazzo. Ma mi incazzo davvero.
Ho lasciato a questa azienda migliaia di euro in vita mia, “non è possibile che il mio iMac sia una macchina così fragile!”
Dopo diverse chiamate, arrivo a parlare con un responsabile molto in alto e al mio “se avessi saputo che era così avrei comprato un Windows!” lui si ammutolisce e capisco che cambia prospettiva al problema; cercherà da li in poi in tutti i modi di risolvermi la questione.

VE LA FACCIO CORTA:
dopo ESATTAMENTE 10 GIORNI dal quarto problema al mio computer, la Apple, a sue spese ovviamente, mi ha mandato un NUOVISSIMO iMAC di pari livello al mio con la differenza che era la versione nuova, quella con il retro curvato per intenderci…
Un iMac nuovissimo si, in sostituzione del vecchio, credeteci.
N U O V O!

Non solo!
Entro un anno posso spendere di nuovo quei 180€ ca per poter acquistare una nuova Apple Care ed estendere così la garanzia ad un totale di tre anni.

Morale della favola?
Ho un iMac nuovo, che fino al 2017 sarà in garanzia e devo dire di essere non solo contento, ma anche grato alla Apple di aver fatto in modo che un suo vecchissimo cliente continuasse ad essere così soddisfatto
.
In effetti per le sole riparazioni del vecchio mezzo avevano già speso più di 600€, forse hanno capito che era proprio nato male. DANNATO!

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Apple – OS X Mavericks: finalmente installato

gennaio 8, 2014

Immagine

Avevo perso di vista Mavericks, il nuovo sistema operativo casa Apple, perché non riuscivo proprio a installarlo.

Poi è arrivato il Natale e sinceramente me ne ero scordato.

Oggi mi è arrivata una newsletter dalla MelaMorsicata sulle nuove features del SO e mi sono quindi ricordato e deciso di doverlo installare (o almeno riprovarci!).

La prolematica era questa: entravo in App Store ma cliccando sull’upgrade gratuito il sistema sembrava partire ma poi fermarsi subito dopo. In sostanza il download non avanzava e rimaneva tutto invariato.

Leggendo qua e la ho provato a risolvere con questo sistema che pare funzionare perfettamente: andate su Preferenze di sistema, account, e generate un nuovo Account Amministratore. Eseguite il login con questo nuovo account ed entrate quindi nell’App Store; ora cliccando Download gratuito tutto dovrebbe funzionare e dovrebbe partire lo scaricamento.

Una volta installato potete benissimo cancellare l’account temporaneo creato apposta per la procedura.

Un piccolo bug di Apple che potevano benissimo risparmiarci.

Spero vi sia stato d’aiuto.

WORKSPACE DI CASA

gennaio 25, 2009

Su HOW DESIGN, uno dei più importanti magazine del settore grafico e di design al mondo, c’è una rubrica carinissima che mi piace sempre leggere: si chiama workspace, e mostra in poche foto quelli che sono gli ambienti di lavoro e le scrivanie dei più forti e rinomati studi di grafica al mondo (al 99% sempre americani).
E fra wii su maxischermo, guitar hero vari, tavolini personalmente aerografati, MacPro di ultima generazione spaiati un po’ quà un po’ là o iMac del ’98 in sala riunione, ci si può ritrovare anche a sfogliare immagini di vecchissimi cassetti di farmacia usati come nuovi porta oggetti o pareti interamente formate da mattoncini di inizio secolo scorso con appiccicati milioni di post-it.
Veramente divertente!!!

Io lavoro in un posto bellissimo, con un camino bianco in disuso costituito da due montanti atropomorfi dietro la mia scrivania e un soffitto interamente affrescato sopra l’open space delle nostre teste. Forse un giorno ve lo farò vedere.

Per ora inserisco il mio piccolissimo workspace di casa… perchè comunque adoro anche questo e perchè presto forse non sarà più così…!

stanzalow


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