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Un lavoro da 10

febbraio 1, 2015

Esattamente 10 anni fa era il freddo martedì 1 febbraio 2005 e ho iniziato il mio primo giorno di lavoro.

Quel giorno ho avuto la possibilità di iniziare il mio lungo tragitto professionale che mi ha portato fino ad ora e ho avuto la grandissima fortuna di farlo con una persona che da lì a poche settimane é stata in grado di trasmettermi quell’entusiasmo necessario ancora oggi a credere in quello che faccio. Io faccio il grafico, un lavoro più tosto di quello che si crede… Non faccio disegnini da 10 anni, faccio il grafico.

Quella persona di cui parlavo poco fa é Francesco; é stato il mio mentore e insegnante per diversi anni, ma soprattutto é stato (ma dentro di me so che é) un grande amico.
Vorrei poter dire che senza di lui probabilmente farei il magazziniere in qualche “ottima ditta” o starei vendendo “lavatrici a incarico… carico verticale” nei centri commerciali.

Il più grande rammarico di lasciare quel posto di lavoro é stato quello di lasciare Francesco, e di farlo forse nel peggiore dei modi (scusami).
Oggi ho perso di vista il Bellucc, ma so che la sua grande voglia e capacità lo avranno sicuramente portato ancor più lontano.
Ricordo ancora il mio primo progetto su cui lavorai: uno shopper per la provincia di Terni composto da quattro immagini centrali su campi colorati con i colori istituzionali… É stato Francesco ad incoraggiarmi e a spingermi oltre con nuove prove e alternative; con lui ho capito che davvero il lavoro che volevo provare a fare era il GRAFICO.

Non mi dilungherò molto, vorrei solo poter aggiungere due cose:
Innanzitutto che se si ha la fortuna di lavorare é già tanto, ma che se oltre ad avere questo culo, hai anche la possibilità di incontrare la persona giusta il gioco é fatto.
Non c’è niente di meglio che un posto di lavoro con degli amici dentro.
Anche pulire fogne con un amico può essere leggero (o comunque più leggero).

La seconda cosa che vorrei dire é semplicemente GRAZIE FRANCESCO; quel grafico di primo pelo senza di te sarebbe ancora un coglionazzo a fare chissà cosa.
E se rifletto su questo post da alcuni mesi, sulla necessità o meno di scriverlo, é solo perché so di quanto tu sia stato importante per il mio lavoro e di quanto mi rammarichi l’averti “abbandonato” in un modo che ho sempre detestato.
Sebbene le strade ci hanno diviso, io ti voglio ancora molto bene…

L’ironia ha voluto che il mio post sui miei primi 10 anni da grafico sia senza un’immagine ad hoc da me creata come hanno tutti i post da anni a questa parte in questo blog.
Ma oggi é domenica, sono a Cesena per il weekend, e sono senza computer.
Oggi con un iPad posso solo scrivere e dire GRAZIE!
Ma forse oggi è il copy ad essere più importante del visual

Buona domenica Bellucc!

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10 anni dopo

settembre 11, 2011

10 ANNI FA ERO A LONDRA, IN VACANZA

Il 11 settembre 2001 il programma del mio quinto giorno prevedeva la visita alla City, il quartiere economico della capitale.
Non ero solo. Mi accompagnava quella che era al tempo la mia ragazza.

Per arrivare alla City prendemmo il Tube, la metropolitana, e ricordo ancora molto bene che scesi dal mezzo iniziò una lunghissima risalita verso la superficie.
La stazione è molto in profondità e per almeno 5 minuti si è costretti a camminare fra tapis roulant, scale mobili e corridoi senza fine.
Poi finalmente, quando ormai iniziai a provare un forte senso di claustrofobia a forza di stare laggiù, intravedemmo la luce della città che dalla scala mobile finale filtrava nei nostri occhi.

Ero felice, non ne potevo più di fare il topo nel sottosuolo.

Uscimmo, eravamo arrivati, eravamo nella City.
Tempo neanche tre metri, forse meno, e ci ferma un colletto bianco impiegato di chissà quale grattacielo di chissà quale ufficio al 100° piano che non potevo non aver visto dal momento che ne ero circondato.

“Salve” mi fa lui
“Salve” rispondiamo noi.
“Siete turisti?”
“Beh si”
“Guardate, c’è stato un attentato alle Torri Gemelle di New York City, che è nel cuore del centro economico/finanziari della città”
“Come scusi?”

“C’è stato un attentato! e si teme che Londra, soprattutto la City, possa essere il prossimo target, quindi vi consiglio di andarvene altrove, qui tutti stanno facendo la stessa cosa e gli uffici si stanno svuotando”
“Ok, grazie”

Ancora basito, mi voltai verso la ragazza:
“Abbiamo capito la stessa cosa vero? Dobbiamo andarcene! Cambiamo zona”

Girammo le nostre schiene, e tornammo a a calpestare i gradini di ingresso della stazione metropolitana. Tornammo nel sottosuolo.
Quel senso di claustrofobia non tornò più, ora avevo altro a cui pensare.
Cosa facciamo? Cosa succederà?

Non avevo certo capito qual’era la gravità della cosa, finché a tarda sera ritornammo al nostro ostello e nella hall, colma di ragazzi tutti davanti la CBS, vedemmo dalle immagini venir giù prima l’una poi l’altra torre…

Durante quei primi 5 giorni non ero mai riuscito ad entrare in sintonia con i londinesi, gente schiva, che va’ per la sua strada e che difficilmente ti ferma per strada.
Quel giorno, un qualsiasi sconosciuto impiegato d’ufficio scardina subito le sue probabili consuetudini e solidarizza con estranei per aiutarli nell’evento appena successo.
QUESTO È MOLTO BELLO

Nelle cose peggiori nascono i sentimenti migliori.

Per la cronaca: ritornati nel bunker metropolitano della City, ci dirigemmo verso il famoso quartiere di Notting Hill.
Giuro, non ricordo assolutamente di come si a fatto quel posto…


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