Archive for the ‘Music’ Category

Dentro la macchina

gennaio 11, 2016

DavidBowie

Elena ed io, in macchina.

Spesso, verso chissà quale meta o di ritorno da chissà dove, lei interrompe bruscamente la musica che sta suonando la radio per scegliere un pezzo che le piace molto, tantissimo. È una canzone di David Bowie, il Duca bianco che oggi è fra le sue stelle.
Anch’io l’ho sempre adorata, ma ultimamente con lei ha assunto anche un significato in più.
Il bello della musica è proprio questo, che col tempo, il ritmo, la melodia non fa altro che unire le persone che ne condividono la bellezza.

La canzone va avanti. Inizia un countdown.

Non ho mai avuto una buona memoria, per cui in questa prima parte le parole che escono sono sottovoce, sommesse, non hanno la frenesia di volersi replicare.
Ma ogni tanto qualche inglesismo esce fuori. Anche per stare al passo.

Un lungo feedback di chitarra fa vibrare i timpani.

Esattamente dopo 75 secondi dall’inizio della canzone, lei mi segue e iniziamo ad urlare ad unisono come due cretini le barole del Duca.

This is Ground Control to Major Tom
You’ve really made the grade
And the papers want to know whose shirts you wear
Now it’s time to leave the capsule if you dare


Torna la strofa, ci plachiamo. Io scalo una marcia, Elena abbassa il volume.

Iniziamo a pensare a quanto può essere cretina la cosa, ma al tempo stesso ci divertiamo e ridiamo un sacco.
Quindi va benissimo così.

Torna il ritornello, appunto.

I peli sulle mie braccia fanno di nuovo la hola, perché quando il pezzo è bello è così che funziona.
Pelle d’oca ti amo!

Ad libitum sfumando.

La canzone finisce, e lo fa al meglio, senza possibilità di replica e quasi come una previsione.

Planet Earth is blue
And there’s nothing I can do.

Questa canzone ci ha fatto cantare ad unisono.
Grazie e ciao.

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T1 fa il bagarino

aprile 24, 2015

 Se parliamo di musica, concerti, biglietti… riconoscete la sigla T1?
(Evito di essere più palese, vorrei, ma non posso.)

Se apri il tuo punto vendita per il concerto dei foo fighters, avendo tra l’altro una quasi esclusiva sui biglietti, per richiuderlo dopo 10′, beh, mi viene da pensare che stai giocando sporco.

Per la cronaca:
I foo mettono in cantiere due date in Italia (Torino e Bologna).
I ticket ovviamente se li pappa e li vende T1.
T1 apre il suo store alle 10 di giovedì mattina.
Lo richiude alle 10:10 per esaurimento dei posti disponibili.
Pochi secondi dopo trovi centinaia (sì! centinaia e centinaia!) di biglietti a prezzo praticamente doppio sui principali siti di bagarinaggio online.

Ora, parliamoci chiaro, non puzza di marcio questa operazione?

Visto che inoltre il limite di acquisto dei biglietti le sito di T1 é di 4, come si fa a vendere (a spanne) piu di 30.000 tagliandi in 10′?
Lo trovo quasi impossibile, e soprattutto mi viene da pensare che ci sia una sorta di cartello fra T1 e i bagarini virtuali.

Per me ormai anche andare ad un concerto rappresenta una mezza mossa di mafietta: se stai al loro gioco “vivi”, altrimenti sei tagliato fuori.

Morale della favola? Per me niente foo fighters, perché anche il prezzo di un biglietto ha un suo limite.
Ci porterò a cena fuori Elena con la metà di quei soldi…

Vaffancfoo.

Ma chi cazzo è Bon Jovi?

gennaio 2, 2015

bj

Sono una classe ’81, e se anche tu avevi nove anni nel 1990, ti ricorderai sicuramente della sigla che la Rai mandava in onda per i Mondiali di calcio italiani, dove la dorata e tonda coppa ruotava in primo piano su di uno sfondo blu.. Io me la ricordo così, magari mi sbaglio.
E la musica in sottofondo era “I want it all” dei Queen.

Quella chitarra distorta mi gasava, volevo sentirla, sempre.
Credo proprio che questo sia il primo approccio alla musica. La mia.

Chissà quanti mesi dopo, in occasione del Natale, mio padre regalò in ordine ai tre figli questi dischi (sì, gli LP, i CD erano ancora robe da ricchi):
Il fratello maggiore ricevette “Dangerous” di Michael Jackson.
Io ricevetti “New Jersey” di un fin lì sconosciuto Bon Jovi.
Il mio gemello fu il più fortunato… “The miracle” dei Queen, e quando lessi la playlist e vidi “I want it all” morii di invidia.

Il mio primo possesso musicale era quindi “New Jersey”.
Ma chi cazzo è Bon Jovi?,
pensai.

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Pazientemente cercai di farmelo piacere e devo dire che quella dannata “Bad Madicine” entrava nel cervello e aiutò molto.
Da lì non mi sono più fermato. Ore e ore di musica consumate e vita riempita di novità.

Adesso non riuscirei a collocare temporalmente i miei ricordi, ma più o meno in quei tempi girava in casa una VHS di un concerto a Mosca di Zucchero (“Live in Kremlin” credo).

Ricordo molto bene un pezzo nel quale quel tossico del Fornaciari in ginocchioni seguiva e sbavava su di un assolo lungo e incredibilmente bello del chitarrista.

Lì mi innamorai della chitarra, quella elettrica ovviamente.

Imparai a suonarla, mai troppo bene, e il maestro più importante, manco a dirlo, fu Jimi Hendrix. Sua maestà Jimi Hendrix.

Ecco, apriamo una piccola parentesi.
Jimi Hendrix è l’unico che dopo 25 anni di storia musicale non ho mai e poi mai abbandonato.
Lui è veramente il mio punto fisso.

A 14 anni mi comprai una Stratocaster (made in USA mica Messicana!) proprio perché era la Sua chitarra.
E con la chitarra elettrica fra le mani, in quei tempi non potevi sfuggire al doppio disco dei Guns “Use your illusion – I e II”.

Se gli appassionati di musica italiana strimpellavano Battisti io me ne fregavo, e arpeggiavo “Don’t Cry” o chissà cosa aswanghenawenabile (e chi lo conosceva l’inglese in quei tempi!).

Si affacciarono i Nirvana: cazzo, l’impatto era tipo quello dei Beatles degli anni dei fiori! Pogare con “Smells” era un must per tutti. Una periodo di dieci anni forse, le cassette si consumarono, i cd custoditi con cura e le spalle indolenzite.
Ricordo che la professoressa di inglese delle medie ci disse che quel titolo così lungo e difficile da pronunciare non significava nulla, chissà come mai…

Comprimendo i periodi musicali, dopo arrivò il metal dei Metallica e dei Megadeath, così come il power metal dei Pantera.

Nel frattempo che il mio primo gruppo rock Thunder Crash era nato, le influenze le si sentivano nei pezzi più duri da me mai scritti con la chitarra (come “FS”, la canzone sui treni – l’acronimo stava per Fuckin’ station, o “Seledet”).
I capelli ovviamente si allungarono e si aprì la strada del pizzo cattivo e indemoniato. Cose simpatiche a pensarci ora!

Dopo il power arrivò il progressive, ma il solo che ascoltavo era quello dei Dream Theater, dei Liquid Tension e dei Primus.

Tornai al rock più classico abbastanza velocemente, lasciando da parte qui virtuosismi freddi e senz’amore e mi concentrai sui Rubik3, l’altro e più importante gruppo di cui feci parte fino al 2006.
Bestemmierò dicendo che in quei tempi ascoltando tantissimo i Pink Floyd, inevitabilmente alcune cose volevo gli assomigliassero, ma eravamo i Rubik3, quelli del “Rock Geometrico”, come disse qualcuno; mille sfaccettature e mille stili diversi… Perché eravamo in cinque, e tutti ascoltavano la stessa roba, ma soprattutto, tutti roba diversa.

Ecco in quel periodo ciò che influenzò di più la mia musica furono i Radiohead.
Forse solo Jimi Hendrix supera la loro importanza e presenza dentro le mie orecchie.
Ho sempre amato il loro dinamismo, la loro voglia di rinnovarsi di essere fuori dal mainstream o esserne partecipi in punta di piedi.
Difficile dire se ci sia al tempo una rock band più importante per il decennio scorso.
Ora sono così intimi e autoreferenziali che per me è davvero difficile ascoltarli come una volta (forse perché ci sono sempre meno chitarre e sempre più bottoni elettronici?)

Oggi:
sono un appassionato di band islandesi/scandinave che campionano i rumori più strani, tipo quello delle renne mentre copulano, e che ascoltano altri quattro nerd musicali nel mondo da almeno quindici anni, da quando la mia deriva metal è finita in uno scoglio e non si è più disincagliata, da quando i membri di Thom Yorke non sono più i Radiohead ma appunto musicisti dello strabico. Da quando i Pink Floyd, i Pearl Jam e Jimi sono “solo” punti di riferimento evergreen e incancellabili.

Ascolto di tutto, ma l’indie è la mia vera passione. Non molto dettagliata, ma si difende bene.
E se devo fare proprio dei nomi e metterli al quarto posto dopo nella mia playlist di vita, beh gli Arcade Fire si beccano la medaglia di legno.
Esiste nella contemporaneità una band più importante e bella di questa? Secondo me no.
Insomma ogni singolo disco (sono quattro in tutto) è una stella bellissima, con dei pezzi che per me sono già nella storia (“Wake up”“Neighborhood” su tutti e tanti).
Reflektor” è un disco difficile, ma è un capolavoro. Se dovessi iniziare qualcuno agli Arcade non sarebbe certo questo il disco da cui farli partire, ma sicuramente col tempo si apprezza e si affina come un vino buono, fidatevi.

Ora vedremo cosa succederà.
Magari invecchiando inizierò a stupirmi con la lirica o chissà cosa visto che mi piace un sacco Einaudi o le aperture classiche alla Hanz Zimmer; non lo vedo così assurdo.

Il rock è la mia religione, perché mi da sollievo come una preghiera.
Comunque accontenta ogni vostro stato d’animo.
Concentrarsi sulla musica fa bene allo spirito.
Fatelo e ascoltatene tanta.

Dieci Assoli Cazzuti

agosto 30, 2014

10assoliCazzuti

Qualche sera fa, scendendo dalla macchina di Elena – la mia donzella, Radio Virgin stava passando Freebird, capolavoro dei Lynyrd Skynyrd, proprio nel momento iniziale dell’assolo.

Questo mi ha intrattenuto dal salutarla e ho cercato di spiegarle e convincerla che quello per me è uno dei più bei assoli di sempre…

Tornando a casa non ho resistito, e trasgredendo la regola che mi imporrebbe di non usare iPad prima di andare a letto, ho iniziato a risentire le canzoni che per me hanno le più belle svisate di tutti i tempi.

Chiaro che dare una classifica universale e oggettiva è praticamente impossibile; navigando fra i siti di settore troverete centinaia di chart, ognuna con un primo posto diverso, che magari vi farà pure torcere il naso.

È pur vero che alcuni sono sempre lì, fra i primi 10, per cui è un po come andare a pesca nell’allevamento ittico di trote; pescherai facilmente pesci grassi e belli.

Andiamo al dunque: vi propongo la mia personale classifica, con video linkabile annesso.

So che non ve ne fregherà un cazzo, ma tutto questo è molto rock ‘n roll.

Ogni pezzo da me scelto di per se potrebbe avere dei validissimi rivali tecnici e estetici, ma se per te (dico a te si) al primo posto c’è l’assolo di Laura Pausini mica mi incazzo! Vorrà solo dire che quell’assolo ti ricorda cose belle, che ti far star bene e che comunque vada la classifica del tuo amante/amico/esperto per te al primo posto c’è quello. Punto.

10 pezzi rock, 10 assoli, 10 canzoni di cui non si può fare a meno!

L’unica (dura) regola seguita è stata non mettere due pezzi dello stesso artista e ricordarsi di tutte quelle sessioni di air guitar passate, presenti e future che mi hanno avvicinato a questi capolavori (perché solo così era possibile per me avvicinare queste gemme)

Divertitevi.

10° POSTO Hotel California – Eagles

Parto bene, e accontento la generazione un po’ più figlia dei fiori.

POSTO Highway to hell – Ac/Dc

Fai con la testa così – su e giù, su e giù – ecco bravo.

8° POSTO Beat it – Michael Jackson (Solo di Van halen)

Gesù Van Halen! Incredibile!

7° POSTO One – Metallica

Il mio passato metallaro evergreen.

6° POSTO Stairway to heaven – Led Zeppelin

Bisogna scrivere per forza qualcosa? No comment dai.

5° POSTO November rain – Guns and Roses

Slash: uno dei chitarristi più sottovalutati di sempre.

4° POSTO Bohemian rhapsody – Queen

Uno dei più bei pezzi rock di sempre, con uno dei solo più efficaci di sempre.

3° POSTO Freebird – Lynyrd Skynyrd

Ha scatenato il post; cazzo è stupendo. Un capolavoro lungo e ben strutturato.

2° POSTO Comfortably numb – Pink Floyd

Avrei voluto metterlo al primo posto, è incredibilmente bello, ma non ho potuto.

1° POSTO Little wing – Jimi Hendrix

Lo so, per molto di voi nerd o guitar hero non è il miglior Jimi possibile, ma io ci sono troppo affezionato.

Luglio di concerti/ parte 4 di 4: BLUR

luglio 30, 2013

Muse (6 lug.) / Kings of convenience (24 lug.) / Roger Waters (28 lug.) / Blur (29 lug.)

Ultima tappa del lungo luglio romano. Blur all’ippodromo di Capannele per Rock in Roma.

Ok, non è facile scrivere una recensione dopo quella fatta per Roger Waters un giorno fa. Cercherò comunque di essere il più obiettivo possibile.
Perchè? Beh, il concerto di Water è IL CONCERTO, questo è un concerto… cercate di capire…
Il ritorno dei Blur in Italia e la voglia di vederli da sempre non può certo farmi scrivere note così negative! Ma ce ne sono alcune…
Ripeto, l’universo in esame è ben più piccolo e leggero di quello del pinkfloydiano Waters, ma tutto sommato il quartetto londinese si è difeso piuttosto bene.
Una nota negativa fra tutte è l’ingresso in palco di Damon (il cantante): capisco la bontà del nostro vino unito alla squisitezza delle fettuccine alla romana, ma salire su un palco di fronte a 10000 persone circa sbiascicando e reggendosi a malapena in piedi è un aspetto che mi è piaciuto poco. Non credetemi bacchettone, al contrario, è che già Damon non è un asso nell’intonazione live, se ci metti pure l’alcole… il binomio è fastidioso…
Altro aspetto il sound, anche se non credo dipenda totalmente da loro. Rock in Roma sta diventando una vera realtà, affermata nazionalmente, è difficile cercare di competere col Glastonbury Festivals se il tuo palco ha pochi watt e il fonico si addormenta.
I Blur sono fichi, è indubbio, ma forse un po’ arrugginiti. L’assenza dai palchi secondo me un po’ si fa sentire. Ad esempio Beatlebum è stata ridotta di almeno 10bpm rendendola così una melensa piuttosto che quella perla rock che era.
Miglior pezzo in assoluto, per me almeno, Under the Westway, che nella versione live ha preso almeno 10 punti in più. Park Life voto 10. Tender e Coffe&TV voto 8! Peccato l’assenza di Charmless man
In generale comunque gran concerto anche questo, da archiviare e raccontare presto ai nipoti.

SI CHIUDE COSÌ IL MESE PIÙ ROCK DELLA MIA VITA, CON QUATTRO CONCERTI OGNUNO A SUO MODO INDIMENTICABILE. Ne vorrei uno all’anno, ma credetemi che fatica e che sonno!!!

ROCK ON!!
Godetevi le poche foto

Luglio di concerti/ parte 3 di 4: ROGER WATERS

luglio 29, 2013

Muse (6 lug.) / Kings of convenience (24 lug.) / Roger Waters (28 lug.) / Blur (29 lug.)

Terza tappa del luglio rock a Roma; ROGER WATERS allo Stadio Olimpico.

Le parole non servono, farebbero solo confusione.
In assoluto IL CONCERTO più importante della mia vita. Adesso posso pure morire.
Non ho veramente parole per esprimere il gusto provato ieri nelle due ore di The Wall con Roger Waters a cantare come ieri pezzi storici del rock.
Che scenografie ragazzi. Non sapevi dove guardare!
I primi minuti mi sentivo rincoglionito del tutto. Non credevo fosse possile uno stato d’animo così (adesso capisco le ragazzine piangenti dai Beatles…)
Aerei schiantarsi nel palco, maiale volante, gonfiabili giganti svolazzare come marionette, luci, colori, suono perfetto. MAI VISTO NIENTE DI SIMILE!
Godetevi le foto; per quanto poco definite, si avvicinano un po’ a quello che è stato… ma solo un po’ così.

Ho visto cose incredibili.
Ho visto quanto più Pink Floyd possibile.
I concerti non saranno mai più come prima. Adesso posso pure morire

Presto metterò dei video spero; anche quelli vale la pena

Luglio di concerti/ parte 2 di 4: KINGS OF CONVENIENCE

luglio 25, 2013

Muse (6 lug.) / Kings of convenience (24 lug.) / Roger Waters (28 lug.) / Blur (29 lug.)

Seconda tappa del luglio rock a Roma; KINGS OF CONVENIENCE a Villa Ada.

La prima volta che li ho sentiti live, in occasione di Rockin’Umbria 2005, a Umbertide (PG), me li ricordavo ben diversi: tranquilli, pacati, minimalisti e Simon&Garfunkulizzati
Oggi invece, vuoi l’esperienza di anni e anni di palco, vuoi la maturità del duo norvegese, li ho trovati diversi, simpatici, energici, gigioneggianti.
Va a finire che a far bene al duo sia l’aria di casa nostra, nella fattispecie, l’aria di Siracusa dove pare Erlend (uno dei due del duo!) si sia trasferito e stia imparando l’italiano, con cui ha giocherellato un po’ tutta la sera…
Tanti sketch con noi lì sotto, soprattuto rivolti al pubblico non pagante “oltre il laghetto”. Balletti, cori e richiami ad una bella platea romana in una cornice molto ma molto magica.
Piccola parentesi: per chi non è mai stato a Villa Ada andateci; è fantastica. Appena arrivati abbiamo trovato una siepe di more, con conseguente abbuffatta. Poi alberi di tutti i tipi, esotici e nostrani. Prati ovunque, pace e aria al limite del pulito (considerando che sei proprio nel cuore della capitale). Consigliatissima località di rigenerazione insomma.
Bellissima giornata, finita alla meglio con i Koc

In evidenza tre brani su tutti (almeno per me sia chiaro): Homesick e I Don’t Know What I Can Save You From; pelle d’oca e gran calore. Solo queste valevano il biglietto. E poi l’inaspettata Una ragazza in due, dei nostri italianissimi Giganti. Bella bella!

Siamo a metà percorso del luglio concertino capitolino: domenica c’è Roger poi lunedi chiudo coi Blur.
Viva la musica, viva il rock

Godetevi le foto

PS:
e comunque si dice “chings of convìniens” non “cònveniens”, capito Cocomera? 🙂

Luglio di concerti/ parte 1 di 4: MUSE

luglio 10, 2013

Muse (6 lug.) / King of convenience (24 lug.) / RogerWaters (28 lug.) / Blur (29 lug.)

Turno numero uno, MUSE allo Stadio Olimpico, Tribuna Tevere:
Inizia con questo grande evento il mese di concerti di 4 grandi artisti, tutti a Roma nel mese di luglio.

Spettacolo inaspettato, gruppo per cui non impazzisco ma di cui è difficile parlar male nella versione live. Strepitosi davvero! Musicisti completi e bravissimi.

L’Olimpico era pressoché sold-out e il gruppo ha regalato un evento completo, dalla scenografia alla coreografia, dal suono (spaventoso) all’arrangiamento di molti pezzi. Difficile descrivere le emozioni.

Sono andato perché ne ho avuto la possibilità (a gratis!), non me ne pento e sarebbe invece stato stupido mancare.
Fuoco e fiamme dal palco, lampadine giganti e volanti, luci e volumi disorientanti, pezzi da pogo puro (Plug In Baby forse la più bella in assoluto; lì l’olimpico ha tremato davvero!).
Rock ‘n Roll freghi, rock ‘n rollll!

La scaletta del concerto di Roma
Supremacy

Panic Station

Plug In Baby

Map of the Problematique

Resistance

Animals

Knights of Cydonia

Dracula Mountain/Explorers

Hysteria
Monty
Jam/Feeling Good

Follow Me

Madness

Time Is Running Out

Stockholm Syndrome

Unintended

Guiding Light

Blackout

Undisclosed Desires
Unsustainable

Supermassive Black Hole

Survival
Isolated System

Uprising

Starlight

Note finali:
– andateci e vi piaceranno anche se non li amate
– il biglietto verde di Ticket One è molto fico 😉
– la prima ola a cui ho assistito e partecipato in vita mia all’interno di uno stadio vero mi ha dato la pelle d’oca. Giuro.
– peccato non ci fossero anche a Roma i BiffyClyro ad aprire il concerto. Amarezza 😦
– Andare ai concerti con le amichette rock da gusto assai

Godetevi le poche (e brutte) foto
ciao

Radiohead. Concerto Roma 2012

settembre 23, 2012

Ippodromo Capannelle.
Roma, 22 settembre 2012.
Concerto apertura tour europeo RADIOHEAD

Hanno iniziato con Lotus Flowerdelirio.
Nel mezzo di tutto, anche una “old old song” (come l’ha annunciata Tom) che si chiama Planet Telexpelle d’oca; l’arrangiamento l’ha resa ancor più bella di quanto già non fosse.

E ancora: Weird Fishes/Arpeggi e 15 Step, There There (sempre stupenda live, davvero), Kid A, Reckoner, Mixomatosis, Paranoid Android... e qui è l’apoteosi… il caos!
Tante altre, ma queste quelle che in fondo mi hanno colpito più.

Il concerto si chiude con un’inaspettata Everything in Its Right Place e i suoni campionati ci mandano via. Peccato, avrei assistito ad un’altra ora felicemente! 🙂

Altro gran concerto! 2 ore e 30 di musica vera, sudata ed emozionante, un evento dalla scaletta davvero variegata (praticamente tutta la discografia è stata intaccata) e con una scenografia incredibile.
Pannelli fluttuanti nell’aria che assumevano diverse posizioni e che proiettavano immagini, grafiche, dissolvenze e mood poco spiegabili! Vedetevi le foto, vi assicuro momenti di estasi visiva da li sotto.
Complimenti anche ai Caribou, davvero bravi nel difficile compito di gruppo spalla dei Radiohead!

Le foto sono peggio di quelle scattate al loro concerto di Milano di qualche anno fa (ero un po’ più lontano), ma rendono bene l’idea credo.

Fiero di esserci stato.
Un motivo in più per tornarci una terza volta appena sarà possibile!
Everything in Its Right Place.
M

Gli Outlet – La ragazza che fotografa la brina

giugno 16, 2012

Gli Outlet escono con il loro primissimo inedito La ragazza che fotografa la brina.

LA HIT DELL’ESTATE 2012!!!

Grande l’emozione nel promuovervi questo mio relativamente nuovo progetto musicale di mash-up-rock, perché è veramente sentito e atteso con ansia.
L’ironia che circonda Gli Outlet è un buon rimedio nei momenti di scazzo e fa passare davvero bei momenti di serenità.

Chi sono Gli Outlet?
Ve li presento (oltre a me alla chitarra ovviamente):
Giacomo alla voce
Francesco al basso
Fabio alle tastiere
Paolo alla batteria
Simone al synth, le pianole e le bucciottate
Giulio come manager, addetto al casting, tuttofare, cori e bucciottate

Spero il singolo vi piaccia, ma tanto già lo so: è una hit, anzi la hit dell’estate 2012!

Per il video si ringraziano:
Gli Outlet
I gemelli Grattachecca e Fichetta per grafica e hardware
La El Por Nardon Production
La Sciumby
Steve Jobs
La stampante del Socci
L’ing. Santuccio e suo figlio Idiota Supergenio
Il Circolo di S.Andrea D’Agliano
Enrico Berlinguer

BUON ASCOLTO E BUON DIVERTIMENTO!

iRig, ovvero si suona con l’iPhone!

maggio 19, 2011

Compri l’iRig.
lo attacchi all’iPhone.
Scarichi l’app Ampli Tube Free.
E Inizi a suonare la tua chitarra, attaccato a qualsiasi cassa/cuffia/impianto.
Divertimento assicurato.

L’attrezzo è molto molto fico, praticamente simula i migliori cabinet nel mercato e li associa, volendo, a gli effetti più comuni quali delay, corus, wah e quant’altro.
Pecca forse di un po’ troppo feedback, ma credo dipenda in gran parte dalla scheda audio dell’iphone.

Ti metti nel letto, con la tua chitarra attaccata all’iRig, attaccato all’iPhone, attaccato alla cuffia, e da steso assoli come Hendrix
😀

Veramente divertente, se siete chitarristi e avete un iPhone/iPad ne consiglio l’acquisto perché spesso l’unica alternativa al vicino che ti bussa sul muro perché il tuo ampli è troppo alto di volume sono le cuffie attaccate ad un’attrezzo così versatile ed economico.

Buon divertimento!

Uh Uh AH AH

marzo 11, 2011

Il tormentone

il risultato

IoNonSo+ChiSono: il debutto su CD!

marzo 5, 2011

Uno e trino non basta.
Poker d’assi.

Ci ho messo un po’ a capirlo, ma stasera, con il cervello più aperto e rilassato finalmente ci sono riuscito, ed una piacevole onda di suono curato nei minimi dettagli mi ha fatto surfare fra le emozioni.

IoNonSo+ChiSono, alias Francesco Federici, ha presentato stasera il suo disco di esordio, Conseguenzediunaprolungataesposizionealsuono, al Loop Cafe di Perugia, e lo ha fatto nel migliore dei modi.
Incredibili pezzi di new age rock (non saprei com’altro definirlo), con intrecci dal Vangelis di Blade Runner al melodioso Jonny Greenwood, hanno fatto in alcuni momenti attraversare alla mia schiena brividi di benessere.
E questo è buono, molto buono!

Francesco è salito solo sul palco, circondato da 3 chitarre e almeno 10 pedali fra loopstation e compressori. È salito solo, ma nel frattempo mille Francesco hanno preso vita ad ogni suono aggiunto al loop.
Il primo pezzo, Controllo, ha ormai corpo, anzi, ha sostanza; io ho chiuso gli occhi e mi sono lasciato trasportare. Forse le immagini proiettate, forse le sonorità, ma mi sono sentito in oriente. Goosebumps!
Incredibile cosa possa provocare una singola nota trascinata per tutta la canzone…

Subito dopo, senza interrompere i suoni vibravetri che riempivano la sala, è partita Parapendio, ennesima riprova di come Francesco esprima il meglio di se in riff melodiosi ma al tempo stesso curati alla perfezione (maniacale) degli arrangiamenti. Si sommano i loop, si sommano le sensazioni… pelled’oca… ancora!

Ci sono molti artisti, molte canzoni, che desiderano essere ascoltati diverse volte prima di capire ciò che vogliono esprimere.
Ho ascoltato IoNonSo+ChiSono tre volte prima di stasera, ma solo oggi mi sono accorto di come intimi e malinconici siano questi pezzi che scrive, o almeno è ciò che a me hanno dato. Oggi mi hanno fatto stare bene. Le altre volte mi erano solo piaciuti…

Conseguenzediunaprolungataesposizionealsuono, è un album, cito, contro l’abuso di parole… e secondo me ci sta’ tutto.
Forse anche l’idea di rendere in un unica parola il titolo dell’album e il titolo di due pezzi ne esprime al meglio l’essenza… less is more. Meno parole possibili, meno fonti di malintesi, meno distrazioni, più essenza.

Non vi sto qui a dire il resto della serata. Mi limito al racconto di Controllo e Parapendio, che fra l’altro sono i pezzi che più mi sono piaciuti oltre Ladanzadelmentre. Ora comprate questo cd perché fidatevi ne vale la pena. Siate pronti e pazienti e il suo ascolto porterà frutti.

Non tanto tempo fa, ho avuto la fortuna di suonare con quest’uomo per diversi anni, e solo ora capisco che IoNonSo+ChiSono non è che la necessità di Francesco di dare vita a tutte le sfaccettature musicali che ha dentro, cosa che gli invidio molto.
Una dimensione così credo sia perfetta per lui: fa quello che vuole, se ne frega se spesso è puro noise, e sperimenta, arrangia, studia e fa cose che difficilmente altri possono fare così bene come lui in zona.
E bravo Frà.

Ecco la tracklist:
1. Tesiipotesisintesi
2. Controllo
3. Parapendio
4. Torpore (pt. 2)
5. Torpore (pt. 1)
6. Ladanzadelventre

Con emozione altissima, vado a letto. M.

Sulla Musica oggi: parte 2

gennaio 15, 2011

Sto scrivendo questo post ascoltando Shine on you crazy diamond… spero la conosciate.
È un pezzo epico, di uno dei gruppi che più amo, i Pink Floyd, contenuto nell’album Wish you were here del 1975, traccia numero 1.
Bene.

Ora:
Sto scrivendo questo post per portarvi alla luce una mia idea, già in parte elaborata in questo link.

La traccia dura la bellezza di 13minuti e 30 secondi , roba impossibile per i canoni moderni, per di più il pezzo cantato inizia solo dopo esattamente 8’42”.

Era il 1975. La Musica ancora si ascoltava
Oggi, nel 2011, la Musica la si può solo
veder suonare

Non c’è più la pazienza di una volta…

Quei primi 8’42” rappresentano forse uno dei più bei pezzi rock mai scritti, senza chissà quali arrangiamenti o quant’altro.
Base di basso e batteria, assoli di chitarra e tastiera. Tutto qui

Eppure… eppure non ci bastano più

Ora ci vogliono per forza orchestrazioni spaventose e rappresentazioni shockanti per riuscire a colpire.
E non si dica che la colpa e solo loro, dei produttori e dei nuovi artisti.
La colpa è anche nostra, ormai non più in grado, perché impigriti, di ascoltare un pezzo, dall’inizio alla fine.
Dite la verità, quante volte ormai skippate la canzone del vostro iPod perché non vi piace e passate alla successiva senza rimorsi?

Una volta era diverso. Una volta c’era addirittura uno sforzo fisico; dopo 5 o 6 pezzi dovevi alzarti, pigiare il bottone del braccetto del disco, girare il lato del vinile e far ripartire gli altri 6 pezzi. Così valeva per la cassetta.
Poi arrivo il cd. E già non dovevi più alzarti.
Poi arrivarono i cd con gli mp3, e in un singolo supporto avevi più o meno un centinaio di canzoni di bassa fedeltà sonora.
Poi arrivò nostro signore Steve, che ci inventò l’iPod, in grado di farci ascoltare Musica per ore, senza alzarsi, senza dover muovere dito.
(attualmente la mia libreria iTunes potrebbe suonare ininterrottamente per 43,6 giorni consecutivi senza mai fermarsi… GIURO! è così)

Era, se non sbaglio, il 2001 e alla crescente quantità di canzoni nel supporto cresceva anche la nostra pigrizia, mentale e fisica, che portava al concetto di Musica fruita che abbiamo attualmente.
I pezzi durano un tot per far si che la radio li suoni, i pezzi hanno linee melodiche per far si che la genti non si sforzi di capirli, gli artisti sono a scadenza per far si che la genti non ci si affezioni, altrimenti non venderanno più.

Ecco a cosa è ridotta la Musica: deve entrarci nel cervello subito, senza sforzi e passioni, poi se ne va, e passa la mano al pezzo/artista successivo.

Non voglio insegnare niente con questo post, voglio solo dirvi che io cerco spesso appigli a vecchi artisti, canzoni, passioni.
Lo faccio per amore nei confronti della Vecchia Signora Musica, perché se c’è una ragione per cui da piccolo quei primi 8 minuti erano una noia spaventosa mentre ora rappresentano un nirvana dei sensi è solo perché ho acceso il cervello ed ho finalmente compreso ciò che voleva dirmi la Vecchia Signora.

Buon ascolto e buona Musica.

Arcade Fire – Il concerto di Bologna

settembre 23, 2010

Con molto ritardo pubblico volentieri un brevissimo video dei primi secondi di Wake up, cavallo di battaglia dei grandi Arcade Fire, rivoluzionaria rock band canadese che in questo periodo mi sta facendo uscire di testa.
Da sotto il palco la pressione e l’emozione erano così tanti che sono riuscito solo a recuperare questa parte.
Rende abbastanza bene l’idea della grandezza dell’evento.
Un’ora e mezzo di grandissima musica, suonata da una delle band che negli ultimi anni hanno più influenzato il mio panorama musicale.
Sicuramente fra ii più bei concerti di sempre; sarà per la posizione (in transenna!), sarà la passione che mi lega a loro nel’ultimo tempo, saranno i cori, non lo so, ma vi giuro tutto molto da PELLE D’OCA!

Sulla musica oggi… la deriva della melodia

settembre 30, 2009
disegno notturno... causato dall'insonnia...

disegno notturno... causato dall'insonnia...

Stavo pensando a cosa accadrà alla musica nei prossimi anni.
Ed ho iniziato a pensarci dopo aver ascolto Ad ogni costo di Vasco Rossi, bruttissimo rifacimento di Creep dei Radiohead. Oddio!!! Ma a che pro?

Pensavo: ma mia figlia, di quali storici e rivoluzionari gruppi parlerà ai suoi figli?
Insomma ai miei nipoti quale musica verrà in mente quando vorranno emozionarsi, innamorarsi o semplicemente stare in allegria?

Non è un discorso sempliciotto credetemi.
Io sono degli anni ’80, 1981 precisamente, e seppur di quegli anni della musica storica abbiamo solo gli strascichi, noi quasi trentenni abbiamo comunque avuto la possibilità di formarci ad un background indubbiamente inclonabile con strumenti e supporti tangibili (MC e Vinili) che fecevano della musica un qualcosa di VERO.
I Beatles e Rolling Stone non sono che i primi a venirmi in mente. Ma dischi anche recenti a fare la storia. Nevermind dei Nirvana, Grace di Jeff Buckley o Use tour illusion dei Guns. E sono solo quei gruppi/album che alle una di notte di un martedì mi vengono in mente. Ricordiamo le tre J degli anni settanta: Jimi Hendrix, Jim Morrison, e quindi i Doors, e Janis Joplin. Peter Gabriel, Simon & Garfunkel, U2, Michael Jackson e la vecchia Madonna. I Pearl Jam, David Bowie, i Queen, i Cure, gli Smiths, i grandi Pink Floyd e i Clash.
Ognuno a suo modo è arrivato sino a noi; chi meglio (appunto i Nirvana), chi peggio (forse Madonna), ma comunque hanno segnato anche per poco i nostri maledetti anni.
Ma poi?

Ci pensate? Mia figlia potrà mai far sentire gli Zero Assoluto, i Tokyo Hotel, i Finley, i Dari, i Kooks alla mia simpatica nipotina? Ma se al massimo durano due anni, come farà a farglieli piacere quand’è cresciuta?
Di cosa gli dirà? Che erano tutti super-fashion-victims-simpatizzanti-per-la-musica? Che erano tutti fake? Tutti prodotti più che produttori?
Allora la musica partiva dalla cultura o era frutto di un substrato che si esternava fra le note. Ora? Dov’è la rivoluzione, la voglia di dire cose, la necessità di essere portavoce di pochi piuttosto che inglobare tutti solo facendoli ballicchiare?

Oggi nel 2009 sono pochi quelli che provano, che osano, che se ne fregano delle vendite e del marketing. Quelli che fanno solo ciò che si sentono, solo se ne hanno voglia. Un esempio è Ben Harper, da anni produttore di se stesso, così libero di fare, di dire; poi sulla bellezza musicale del cambiamento possiamo parlare e non essere d’accordo, ma almeno la forma (canzone) è frutto di una sostanza (artista) e non viceversa.

Sono un po’ triste; se mi metto a vedere oggi Mtv non vedo che controfigure del balletto di Thriller del buon vecchio Jacko. Tutti hanno imparato la coreografia, e fanno ciò che gli si è chiesto, poi vai a vedere le facce e sono tutte scavate, senza personalità, senza un Io più profondo. Ne vedo pochi che non sono così… che brutta cosa.
Ecco come sento la musica questo periodo… il mio iTunes può sembrare anacronistico, o di proprietà di mio padre, ma cazzo come mi emoziono ancora a pensare ai Beatles! Diolibenedica! Anche se proprio oggi Lucy non c’è più, so che domani e il domani fra dieci anni sarà sempre in the sky with diamond anche per me. Non credo che Cercasi AAAmore sia in grado di generare la stessa cosa…

Sarà dura convincere mia figlia ad ascoltare musica che domani avrà quasi 50 anni!
Ma ce la vorrò fare.
Lo farò per mia nipote… e sarò un nonno ancor più felice.

Rock n’ Roll gente, rock n’ roll.

Dave Matthews Band a Lucca

luglio 8, 2009

DMBOPEN

Domenica 5 luglio 2009, Lucca. C’è un caldo umido del cavolo.
Il concerto della Dave Matthews Band. Meno male!

Emozione incredibile. Quasi tre ore e mezza di rock americano e nel palco un inaspettato pazzoide di nome Dave, ad arricchire con la sua splendida voce una successione di note già di per sè perfetta.
È accompagnato dalla migliore band che ad oggi abbia mai sentito; un batterista che mentre terzina a 1234567 bps fa bolle con la sua gomma da masticare rosa come se stesse semplicemente giocando a lego. Un sassofonista che ha sostituito egregiamente il suo povero predecessore, improvvisando come pochi. Un trombettista da 150 kg che quando vuole sa anche tirar fuori una voce grandiosa. Un violinista bravissimo, col fisico da giocatore di rugby, calmo nei pezzi che lo richiedono, schizzofrenico quando assola. Il bassista-fico di turno che buoniddio suona da non credere. E c’è Tim Reynolds, una chitarra un perchè…
Al centro del palco c’è Dave, e quei 3 metri che lo dividono dal resto del gruppo sembrano non bastargli mai, perchè si vuove, balla, cazzeggia, si pavoneggia e canta da dio. Canta benissimo.
Cazzo! forse il più bel concerto mai visto. O comunque quello dell’anno scorso dei Radiohead sono alla pari.

Un concerto così sò che non ricapiterà presto, perchè in un concerto della DMB c’è il jazz, la fusion, il progressive, il melodico, c’è il rock. Cazzo che rock.
Ma poi perchè i componenti senti e capisci che stanno suonando per te, non per loro stessi. Lo vedi dalla faccia, lo intuisci dalla facilità con cui affrontano 200 minuti di musica, dalla serenità del fare il rientro non tanto perchè ormai è d’obbligo, quanto perchè senti che ne hai voglia e che lo fai per gli altri.
E infatti al rientro la scaletta segue schemi illogici, dal pezzo folk della cultura america (unica cover della serata) al brano pop più moderno. E gli artisti indie del momento sembrano di un altro universo. Non mi sembrano artisti… scusate.

Non so dire altro.
Vi presento alcune foto.
Giusto una nota tecnica: non portate mai una compatta digitale ai concerti. Io ho provato a farlo con questo… mi sono pentito tantissimo.

Grazie Dave della splendida domenica.

La morte del Jacko

giugno 27, 2009

Jacko

Ho smesso di ascoltare la musica di Michael Jackson più o meno con l’uscita nel 1991 di Dangerous, un disco che io e i miei fratelli abbiamo letteralmente consumato nella puntina del giradischi, quindi direi molto tempo fa, eppure stamattina quando ho saputo dell’accaduto sono rimasto male… e con me molti altri nel mondo.

Mi ricordo ancora il giorno in cui mio padre tornò a casa con un oggetto incredibile.
Erano ancora gli anni del disco, sì, quello di vinile, quello che gira e ha un leggero fruscio di sottofondo, chissà se lo avete mai visto.
Mio padre tornò con il disco-singolo di Black or White. Il 1991, avevo dieci anni.
L’uscita di un singolo in quegli anni rappresentava un evento, un qualcosa che creava file fuori dei negozi di musica. Papà disse, mi ricordo, “non sai quanto ho tribbolato per trovartelo”, ed era rivolto a mio fratello maggiore, che nel ’91 ne aveva 13 di anni, fan puro, di vecchia guardia, che poco dopo si comprò l’intero album di Black or White (Dangerous appunto) e che ancora ricorderà l’uscita anche del mitico glossy e plasticato Bad, qualche anno prima, nel 1987. In quel lontano ’87 io avevo 6 anni, ma non posso scordarmi i chilometri fatti da quel disco intorno alla puntina di un perfetto sistema hi-fi fine anni ’80, anche questa cosa al di là del tempo ormai.

Non c’erano ipod, mp3, gruppi chimere e singoli sponsorizzati. C’era solo la musica.
La musica e basta.
E allora ti facevi le file, aspettavi che arrivasse il disco a negozio, che l’amico ti riversasse -si dice così?- LP su una cassetta. Avevi dei miti veri e che duravano. A dieci anni MJ era uno di quelli, insieme a Bon Jovi, Queen e qualche apparizione Floydiana.
Oggi Jackson non lo era più un mito, ma posso dire con forza che per me rappresentava l’ultimo vero artista; Madonna poteva essere suo alleato, ma anche lei è ormai vittima del meccanismo crea-brucia-scappa. Puoi riconoscere l’Artista dal fatto che crea gioielli duri e che durano decenni, io non ne vedo più in giro.

Tutti ora si ricordano del Jacko, ora che è morto, e mi fa impressione pensare in quanti universi e sfere di appartenenza la sua morte possa fare chiasso.
In primis ovviamente la musica; chi non riconosce in lui prima di tutto un gran bel musicista secondo me sbaglia di brutto. Alcuni pezzi faranno davvero parte della storia della musica rock.
In secondo sicuramente il ballo. In diversi modi oggi ho visto e sentito ballerini disperarsi per la sua morte. Lo stile di Michael era la seconda parte del marchio MJ. Dopo la sua musica c’era il suo unico modo di ballare, che ha influenzato tutti gli artisti pop successivi. Il moonwalk… proprio una decina di giorni fa ero in un sito che ne spiegava i passi perchè, non ridete, volevo impararlo. L’insegnate? Micheal Jackson!
Il mondo del gossip è un altro di quei universi che Jacko con la sua morte ha scomodato. Peter Pan e cazzivari. Dico solo che era un uomo, sicuramente non del tutto maturo, errori ne avrà fatti sicuramente, anche brutti, ma non entro in discorsi che non hanno a che fare con la musica con lui.. e fino a prova contraria…. A me interessava quello… il Michael compositore.
I creditori… ne lascia tanti, troppi, ora chissà le guerre.
Il mondo di quelli che lo volevano nero.
Il mondo di quelli che lo preferivano bianco.
Il mondo della moda e del costume.
Il mondo della chirurgia plastica.
Il mondo dei calzini bianchi e del guanto bianco.
Il mondo di quelli che ancora portano come lui i mocassini neri.
Ha scomodato il mondo delle fiabe. Ha scomodato il mondo reale.
A scomodato tutti, il mondo intero, l’intero palinsesto di un’emittente musicale.
E ora ci faranno pure credere che anche lui è su un isola deserta insieme ad Elvis. Forse però lui rispetto al vecchio suocero avrà un ombrellino per ripararsi dal sole, e non scottarsi.

ciao Jacko.

Big Whiskey and the Groo Grux King – DMB

giugno 14, 2009

dmb1

Alcune parole sull’ultimo album dell’artista americano Dave Matthews, che insieme alla sua storica Band fa sempre della buonissima musica.
Il disco si chiama Big Whiskey and the Groo Grux King e già dalle prime occhiate pare funzionare.
Infatti dal punto di vista grafico è un bellissimo prodotto, molto moderno e in linea a quei standard visuali molto in voga oggi (American Baby, il precedente disco, era molto brutto!).
Parliamo di musica, e con l’ordine della tracklist vi do’ i miei voti per questo prodotto.

Grux – Un pezzo dovuto, solo sax, pochi secondi per ricordare il loro sassofonista prematuramente scomparso.
VOTO 10+

Shake Me Like A Monkey – Puro sound DMB, ma con un groove chitarristico e un riff alla strofa quasi metal! Suoni americani, bridge melodico e spinta progressive prima dell’ultima parte. Singolo sicuro.
VOTO 8

Funny The Way It Is – Classico DMB, ma il bridge è veramente rock!
VOTO 6,5

Lying In The Hands of God – Bella questa ballata, quasi alla Ben Harper, e fa rimpiangere il sassofonista LeRoi Moore che con poche soffiate dava verve al pezzo. Anche qui il bridge si supera.
VOTO 7,5

Why I Am – Riff spudoratamente soft metal, bel pezzo, possibile singolo.
VOTO 7

Dive In – L’inizio e l’assolo sono bruttini, la canzone si difende e anche qui il brige esalta tutto.
VOTO 6+

Spaceman – Se penso a quando ho iniziato ad ascoltare DMB il sound che mi viene in mente è proprio questo. Preritornello poi è alla Jimi Hendrix, almeno la chitarra, e bei testi. Mi piace.
VOTO 8-

Squirm – Che bel pezzo! A volte mi sembra di sentirci Ennio Morricone coi Metallica! Ascoltatevelo. Veramente rock! Veramente ben riuscito.
VOTO 9

Alligator Pie (Cockadile) – Bello il riff theme con il banjo, almeno credo. Country rock alla DMB, insomma jam rock. Parte davvero bene, poi un po’ noiosa e ripetitiva.
VOTO 7,5

Seven – DMB si è dato al rock, anche soft, ma rock, e almeno nel groove.
VOTO 6,5

Time bomb – Cazzo! Sembra dei Pearl Jam! Bello davvero.
VOTO 9-

My Baby Blue – Torna ad addolcirsi qui l’album, sente la via d’uscita forse. Ballad classica, ma ben riuscita. Non mi stupirei di sentirla presto in qualche film alla Closer.
VOTO 8-

You And Me – Mi piace molto la strofa, ma personalemnte penso che non funzioni in generale. Chitarra e voce (poche percussioni), potrebbe sì bastare con questo timbro, ma forse non è stato abbastanza.
Soffre di prematurità.
VOTO 5,5


VOTO GENERALE 8

L’album non è facile, ma è veramente rock per i canoni DMB. Uno di quelli che più l’ascolti più capisci e più ti piace.
Da’ molta importanza alle chitarre, un po’ meno del solito ai fiati e violini.
I bridge sono davvero molto belli quasi tutti, un’ennesima riprova che sa farli davvero bene.
Squirm non vedo l’ora di sentirla dal vivo (5 luglio a Lucca, sarò lì), più che altro per i brividi che so può dare visto che me li ha dati già dall’ipod!

BUON ASCOLTO ANCHE A VOI

albumart

Dave Matthews Band… ecco il tkt!

aprile 22, 2009

dmbtkt

Mentre scrivo questo post musicale ho fra le mani l’atteso
biglietto per il concerto della grande Dave Matthews Band
a Lucca, domenica 5 luglio per il Summer Festival.

È appena arrivato, e giusto quei dieci minuti
per presentarvelo degnamente in foto e l’ho inserito nel blog!
Se siete interessati anche voi all’evento toscano
affrettatevi a comprare il biglietto (45 euro fra tasse e spedizione)
perchè dopo undici anni dall’ultima data italiana
penso siano in tanti ad aver fatto come me…
… comprarlo non appena uscito!

Mentre scrivo ovviamente sto ascoltando Dave Matthews
e per l’esattezza sta suonando Fool to think
… sarà una casualità…

Dave scalda le dita che arrivo!
E se non mi suoni Crash into me non ti ascolto più 🙂

Radiohead – house of cards

febbraio 28, 2009

in assoluto uno dei più bei video musicali che abbia mai visto:
Radiohead – house of cards
dategli un occhio, ne vale sicuramente la pena!
complimenti radiohead.

The Twins in Rock 2009

gennaio 6, 2009

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Ragazzi! è vero che l’anno nuovo dovrebbe portare solo cose nuove, ma perchè se ci si divererte ballando nel 2008 non lo si può fare anche il 2009???
The Twins in Rock torna quindi venerdi 9 gennaio alla Tana dell’Orso, il locale di Perugia dove il sommelier Esteban vi intratterrà di vino e formaggio argentino e i due dj vi rimbambiranno le orecchie con del sano roooock!!!!
Venite mi raccomando!

Brusmat… ovvero DjWhat!?

Addio a Richard Wright

settembre 16, 2008

Diffficile scrivere qualcosa di poco retorico in questi momenti, spero solo che chi come me è cresciuto con la musica fra le fette di pane e nutella abbia percepito il dolore di una tale perdita.

È morto Richard Wright, storico tastierista nonchè cofondatore dei Pink Floyd, una di quelle band che più mi ha segnato negli anni e che continua a farlo nel tempo.
Se ne è andato in silenzio e troppo presto, e il dolore degli amanti della musica vera è tanto.

Fermo qui allora le mie parole e dedico il mio più sincero saluto e rispetto ad uno di quelli che la musica la faceva davvero.
Addio Richard, sicuramente quest’eco è the great gig in the sky, il tuo gig… perchè te lo meriti!

e i Pink Floyd? mi piace ricordarli così…

Umbria Jazz 2008 (REM chiudono bene)

luglio 21, 2008

Si chiude un altro anno di Umbria Jazz, per l’esattezza il 35° compleanno, con il concerto – bello – dei Rem all’arena Santa Giuliana.

Anno strano questo di UJ…

c’è chi faceva il PATAFISICO, elaborando filosofie pazze e metafisiche;

c’è chi faceva la SOLITA-CARINA STREET PARADE;

c’era CHI GUARDAVA-CANE COMPRESO, musiche giovani ed elaborate;

c’era, e meno male, CHI FACEVA DAVVERO IL JAZZ, anche se abusivo e su strada;

e ovviamente c’eravamo NOI!

i REM?
belli, ma non mi sbilancio, li conosco poco e davvero l’acustica faceva proprio schifo (pagateli più ‘sti fonici!!!).
Michael Stipe è un animale da palco, la regia valeva un 8 (anche se molto da U2) e il mood per chi li conosceva era davvero buono…. il mio voto è 6,5!

Bad Day il pezzo che più mi è piaciuto ed ora vado ad ascoltarmelo.
Mi dispiace, ma per questa cosa non ho foto da postare… ero senza mezzo… perdonatemi!

Rock ‘n Roll!

Umbria Luz

luglio 14, 2008

UMBRIA LUZ: l’Evento promosso da ilBuko , che ha visto protagonista il luccicoso artista Mario Sirchio, sua moglie e le sue opere di luce, contornate da musica ritmosa dello stesso.

UMBRIA LUZ
Per chi l’ha visto e per chi non c’era.
Per chi pensa che ilBuko, grazie anche a queste cose, non si debba mai chiudere.
Per il vicino che lo chiama invece con un volgare stocazzodebuco per via del rumore.

Permettetemi di dirlo: qui Marco Riccieri (da oggi BUCANIERE) ha fatto le cose in grande davvero:

Spazi metafisici e suoni asiatici.
Suoni caldi e bibite fresche.
Bambini e adulti insieme.
Luci infotografabili e luci degli occhi coinvoilti.
Ecco perchè Perugia ha bisogno de ilBuko!

E bravo Marco che ci fai pensare di essere in altraparted’Europa

Beck: Modern Guilt

luglio 14, 2008

Beck: Modern Guilt
voto: 7++

Me lo metto nell’iPod e penso: che gusto però!

Beck torna al suonato, torna alle origini, senza troppi fronzoli;
linee di tempo elaborate e chitarre semplici… un mix molto buono, che lascia agli appassionati dell’eclettico artista americano senz’altro una buona dose di allegria.
Manca forse di un vero e proprio singolo e dell’elettronica degli ultimi tempi, ma ormai non deve certo dimostrare di saperne fare.
Lo consiglio, sicuramente, e non sono affatto d’accordo con chi dice che “Stavolta, il tiratore scelto Mr Beck Hansen ha fatto cilecca” (ondarock.it).

Ha saputo dosare le forze, tutto qua, ma non si può sicuramente dire che abbia fatto un brutto disco… parliamo di Musica.

RADIOHEAD: IL CONCERTO DI MILANO

giugno 20, 2008

mercoledi, 18 giugno 2008

Il concerto dei RADIOHEAD a Milano è finito.
Un trionfo. Mai assistito a qualcosa di così bello a livello musicale.

Nella seconda delle due date italiane, con un sole incredibile a baciare tutti, ancora all’Arena Civica, si è consumato così l’evento dell’anno. L’evento che per mesi e mesi ho aspettato.

SONO LA BAND VIVENTE PIÙ FORTE AL MONDO,
e se prima era solo un’idea, adesso ne ho le conferme reali.
Avrei voluto non finisse mai, avrei ascoltato ancora per ore stanco e sudato qualsiasi pezzo abbiano mai scritto.
Sapevo di un Tom Yorke a volte non i serata e con qualche piccola imperfezzione, beh, scordatevelo, aveva una faccia felice e ha cantato veramente bene. È stato accompagnato per due ore da una band tecnicamente indiscutibile, precisa, ordinata, razionale.
SONO I SIGNORI DEL ROCK, ELEGANTI E FINI. SONO I RADIOHEAD.

Una tracklist per certi versi inaspettata (lunga serie di pezzi più elettronici a centro-concerto), con alcuni cambi rispetto la piovosa sera della prima.
L’unica pecca, passatemi il termine, è stata la mancanza della mia Karma Police che invece hanno suonato il 17 giugno. La volevo, la sognavo, ed invece no. E il fatto che insieme ad essa mancassero pezzi che li hanno resi i Radiohead, come ad esempio Creep, sta per me a significare che hanno un’attenzione incredibile alla loro produzione più recente, all’altezza di qualsiasi classico che li ha resi famosi.
HANNO RAGIONE!!!
Poi hanno finito con PARANOID ANDROID, come poterli biasimare di qualcosa!!! NON SI PUÒ!

Mi sono fatto aiutare, comunque qui sotto trovate la scaletta delle canzoni che hanno suonato.
Io ci farò una tracklist su iTunes e la chiamerò ARENARADIOHEAD, sperando che sia in grado di suscitare un millesimo di quello che quei cinque di Oxford sono riusciti a farmi scorrere nelle vene in quel marcoledi di giugno.

Un saluto alle mie due bellissime e calorose compagne di viaggio/concerto: Alessandra e Valeria.

PRESTO METTERO PIÙ FOTO NEL BLOG: intanto ci metto queste.

E grazie Dio per i Radiohead!!!

RADIOHEAD:
TRACKLIST 18 GIUGNO MILANO

Reckoner
15 Step
The National Anthem
All I Need
Nude
Airbag
The Gloaming
Dollars And Cents
Arpeggi
Faust Arp
How To Disappear Completely
Jigsaw Falling Into Place
A Wolf At The Door
Videotape
Everything In Its Right Place
Idioteque
Bodysnatchers
House Of Cards
There There
Bangers And Mash
Just
The Tourist
Go Slowly
2+2=5
Paranoid Android

Ecco il video di Paranoid Android:

Radiohead… il concerto s’avvicina

maggio 28, 2008

al buio, fotografando con un cellulare, divertendosi per 5 minuti

Siamo ormai a pochi giorni, e quell’evento che mi frulla in testa da fine dicembre sta per vedermi partecipe.
Quei quattro attori di Oxford sono prontissimi, le pilotesse che mi accompagneranno pure. La compagnia tutta pronta a divertirsi e fare casino.

Chi vuol giocare metta il dito qui sotto
Si fa sul serio…
L’introvabile biglietto è caldo e prezioso, l’orecchio pronto e attento.

Siete i benvenuti RADIOHEAD.
E l’arena non sarà più civica…

Si mormorava di cancellazioni di date, c’è chi è invidioso che io vada, chi vorrebbe aggiungersi alla Compagnia, chi non gliene fraga un cazzo.

Per me l’evento dell’anno è arrivato, e dopo un periodo al lavoro così intenso e duro, quel 18 giugno sarà davvero una liberazione.
Si coronerà un mezzo sogno di musica, vederli dal vivo, e come diceva l’artistaVasilij Kandinskij
L’occhio aperto e l’orecchio vigile trasformeranno le più piccole scosse in grandi esperienze

Ecco il TKT dei Radiohead!

dicembre 8, 2007

Freghi, è arrivato!
Il biglietto del concerto dei Radiohead del 18 giugno a Milano!
Ecco in tutto il suo splendore per voi… ve lo mostro, ma lo userò io!
🙂

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Radiohead a Milano… ci sarò

dicembre 2, 2007

Radiohea_is up to you!

Notte strana, deciso a farmi in anticipo il regalo di Natale… ebbene ho comprato alle 2 di notte il biglietto per il concerto dei Radiohead il 18 giugno a Milano. Sono felice! Sono emozionato! (Ma sono anche incazzato che per vedere la tua band di sempre devi sempre spende così tanto. Non importa più ora).
Venite anche voi, ma it is up to you!
Si parte. Buona notte. Anzi… Nice dream 😉

Contatore iTunes… In Rainbows

ottobre 15, 2007

Questo è il mio contatore di iTunes per l’abum dei Radiohead “in Rainbows”
Che dite, sto esagerando per neanche una settimana dal download?

forse si… 🙂

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Radiohead – In rainbows: Prime impressioni

ottobre 10, 2007

Ho passato l’intera giornata, compreso ora, ad ascolatare la nuova release dei Radiohead: In Rainbows.

Posso effettivamente dire che è un bel album, sicuro di non facile ascolto, non certo “easy” come poteva essere Hail to the tief, ma alla stessa maniera ben confezionato. Poi tutti sappiamo che ormai il gruppo inglese ci ha abituato a sviluppi continui nel panorama rock, per cui non mi stupisco più di tanto di così tale stravaganza.
Alcune canzoni sono davvero belle e in perfetto Radiohead style, altre si sente forse troppo l’espressione e la volontà di Tom York di costruire una sorta si “A-side” di The Eraser: eletronica, unita allo sperimentalismo con qualche accenno di rock. E questo si manda giù pian piano.

Ora aspettiamo con ansia anche il nuovo (capo)lavoro grafico di Stanley Donwood… e lì non ci sono mai sorprese… se mai solamente bocche aperte.

Il mio voto finale per In rainbows (per ora) è 7/10
Secondo voi invece?

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Ok guys, after the whole day listening to that new release from Radiohead i can i actually say the new album of english band is very cool. It’s not easy to listen to, but at the same time there are 4/5 awsome songs. In this moment, for the period, i’m lovening “nude”, the third song; chill experience of electronic sound. It’s cool and sad, it’s perfect Radiohead (actually Tom York) style! Hope one day we can speak together about it. After 4 years i can say was worty waiting for a now indi trip with best rock band of ever… RADIOHEAD!

my vote of “In Rainbows”: 7/10
(for now…)

RADIOHEAD “IN RAINBOWS”… IS UP TO US!

ottobre 2, 2007

immagine-3.png

Finalmente!!!
È uscito il nuovo disco dei Radiohead; si chiama In Rainbows.

Ecco la tracklist:

15 STEP
BODYSNATCHERS
NUDE
WEIRD FISHES/ARPEGGI
ALL I NEED
FAUST ARP
RECKONER
HOUSE OF CARDS
JIGSAW FALLING INTO PLACE
VIDEOTAPE

soprattutto: la cosa nuova e figa è che il prezzo è UP TO US!… cioè? Il prezzo lo decidi tu!

ED IO L’HO APPENA COMPRATO a circa 2 euro… prometto che se dovesse piacermi (sicuro) prenderò poi l’originale.
Il 10 di ottobre mi sarà possibile scaricarlo e a quel punto si rientra nell’universo dei Radiohead.

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Pensare ad Hail to the Thief mi riporta a con la mente a Roma, quando per quei 4 mesi che ho vissuto lì ho consumato e riconsumato col mio walkman il tape in cui avevo riversato il grande disco… Altri tempi, altre tecnologie!

Daniele Silvestri in concerto a Perugia

settembre 18, 2007

Bel ritorno del cantautore romano Daniele Silvestri fra le vie strette di Perugia.
Dopo anni che non lo risentivo devo dire che mi è piaciuto molto, sarà perchè ha fatto molti pezzi vecchi, sarà perchè li ha riarrangati alla grande… s’è ballato e ci si è emozionati! Ottima serata!
La canzone ARIA è stata da pelle d’oca credetemi.

Alcune foto per voi

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L’arrivederci dei Rubik3

giugno 7, 2007

Sto scrivendo questo post ascoltando una musica non mia nelle orecchie…
è un po’ triste se penso che poteva entrarmi al cervello una melodia rubikosa!

venerdi scorso il seratone dei Rubik3… Fantastico amici!
niente di simile ci era capitato; così tanto calore che ci è venuto in mente di salutarci ancora con i fans se questo è il risultato.

Tanto casino tanta birra, pazzie varie e soprattutto i Rubik, come al solito strani, come al solito divertenti e lunatici, come spesso accade divertiti e zompettanti, scimmie da palco che sia allontanano dalle scene per un po’, sperando che il futuro ci ritrovi ancora insieme!

La voglia c’è, le canzoni valgono e i dubbi restano…
c’è solo un batterista in meno e un figlio in più da gestire!!!

grazie a tutti coloro che sono venuti, gran parte delle emozioni le avete create voi, per noi sul palco, per voi in platea.
Grazie amici
Mi spiace per chi non c’era, soprattutto alcuni (Casey, Elisa, Andrew, Milena, Sara, Francesca, Lucky, Vigno, Vincenzo…); cercherò di risuonare anche per voi!

eccovi gustose foto dell’evento scattate dall’alessandra, ormai fra le ex-prime fotografe di noi rubik3.

il check

Letizia (la mamma!)

Simo

Luca

Brady

il sottoscritto Dito

ora si suona

gli abbracci finali
(non ci hanno neachè permesso di scendere dal palco!!!)

il prossimo anno spero ancora di postare dei RUBIK3.
Ora ho in testa una frase del Buddha: nulla è costante, solo il cambiamento.