Archive for the ‘Design’ Category

WACOM Bamboo Fun M Pen&Touch

agosto 10, 2011

Appena è arrivata non ho resistito.
Credo che manderò definitivamente il mouse in pensione. 😀

La tavoletta WACOM Bamboo Fun M Pen&Touch è FUN
TASTICA!!!
Mi ci sono divertito un’oretta, sia come trackpad che come semplice tavoletta, che dire; veramente molto bella ed ergonomica.
Qui sotto vedete un primo schizzo fatto con alcuni particolari.
Mi piace, evviva l’acquisto!

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La mia prima ora al Cinema :)

luglio 22, 2011

Ok, non significa niente, non è bello, ma per me è un passo avanti gigante.

Questo è il mio primo render con Cinema 4D dopo la primissima ora a prenderci confidenza sul serio.
Devo dire che il programma mi piace assai, spero di avere tempo per studiarlo ancora.

Intento beccatevi questo, che si chiama Allo ZOO, non so perchè, ma è tardi e voglio andare a dormire.
🙂

I love – I hate

giugno 20, 2011

I LOVE JIMI HENDRIX

Ispirazione: l’ascolto di una canzone del buon Jimi rivedendo le foto della mostra di Obey
La canzone: Jimi Hendrix – Little wing

I love – I hate

maggio 2, 2011

I HATE NYSHIRE

Ispirazione: il ricordo di un cane fastidioso, l’amore per un città
La canzone: Elvis Presley – Hound dog

I love – I hate

aprile 12, 2011

I LOVE MUSCLE CAR

Ispirazione: ieri notte, vedendo Grindhouse
La canzone: ZzTopLa Grange

Monoscopio: mostro televisivo

marzo 1, 2011

Che cos’è il MONOSCOPIO?

Per chi come me è degli anni ’80 i ricordi di questo strano strumento sono pochi, eppure per la nascita delle televisioni di tutto il mondo, soprattutto quelle private, rappresentava un’opportunità di sviluppo grafico di alcuni elementi al suo interno, oltre appunto un valido test audio/video della trasmissione.

Con l’era digitale non esiste più e non so voi di che generazione siete e che ricordi ne avete, ma per me il monoscopio era una creatura fastidiosa, brutta, un po’ terrorizzante…
Troppo piccolo per capire il perché di questa mia reazione così violenta ad una semplice immagine, eppure era questo, un mostro televisivo, che oggi, alla soglia dei 30 anni (mancano poco meno di due ore al momento X!) rappresento così, con la lingua di fuori e gli occhi stralunati.

buona visione.

prove tecniche di trasmissione…
sà, sà
prova
sà..
prova prova sà

Shepard Fairey (Obey Giant) a Roma

febbraio 19, 2011

Vi mostro un po’ di foto fatte durante la visita alla Galleria Mondo Bizzarro di Roma, che raccoglie fino mercoledì prossimo una settantina di serigrafie dell’ormai famosissimo artista, designer, illustratore Shepard Farey, forse più noto come OBEY GIANT

La più bella, oltre quella sopra (ma forse perche amo Andy Warhol), sicuramente il faccione rosso del Big Brother, con tanto di stella bianca sulla fronte. BELLISSIMA!

Vi consiglio tantissimo la visita alla mostra, ne vale davvero la pena, è piccola, avvolgente e abbastanza veloce, e se avete anche 2/3mila euro da investire potete portarvi via una delle serigrafie! Tutte (o quasi) bellissime, tutte cariche di significato.

Buona visita!

PIGGY: maiale da posa

febbraio 13, 2011

PIGGY: maiale da posa
ovvero: metti una domenica pomeriggio a casa,
a disegnare, sperimentare e divertirsi un po’…
OINK!

FACES – Finger paintings #3

gennaio 2, 2011

Finger paintings #3
FACES

Apriamo l’anno con un post fatto di facce, nella speranza che il 2011 porti nuove piacevoli scoperte a tutti

JIMI – Finger paintings #2

dicembre 6, 2010

Finger paintings #2
JIMI

Uno dei miei primi miti musicali… forse il più grande…

LIGHTS – Finger paintings #1

novembre 26, 2010

Finger paintings #1
LIGHTS
In attesa di tornare a casa, in treno…

Ecco perchè amo prendere il treno; odio macchina e autobus perchè sono nevrotici, ti sballottano di qua e di la, non ti lasciano tranquilli di leggere, dormire, pensare e, perchè no, disegnare! Stasera ho preso il treno Perugia S.Anna – San Martino in Campo, il trenino dell’Fcu per capirci, e i quei 20 minuti a disposizione ho trovato il tempo e l’ispirazione per fare ciò che vedete utilizzando il mio iPhone.

Spero vi piaccia.
Ne pubblicherò altri nel tempo e come al solito mi piacerebbe sapere alcuni giudizi.
Buona luce a tutti.

Spollo Project

novembre 14, 2010

Roma, 12 novembre 2010, galleria Spazio Cerere,
la tipografia CTS ha organizzato lo SPOLLO PROJECT, evento che raccoglie 27 manifesti di altrettante rinomate agenzie d’Italia ed Europa, da Dublino a Matera, come diceva il payoff.
Alcune foto dal cellulare.
Giusto per ringraziare Marcello e tutti i suoi operatori di questa riuscitissima manifestazione.
E come al solito dove c’è CTS se beve e se magna benissimo!

33 anni insieme…

ottobre 3, 2010

Con un po’ di ritardo, faccio i miei auguri a Mà e Pà per il loro 33imo anniversario di nozze!!!

Figli e nuore quest’anno abbiamo pensato ad un regalo un po’ particolare; un giro alla scoperta della città di Perugia, con i suoi aneddoti, stranezze e curiosità, con una guida d’eccezione che risponde al nome di Zachary Nowak, esperto del capoluogo e grande animatore.
Nooks and Crannies (nicchie e fessure) è il nome del giro e per più di due ore ha tenuto ieri impegnati i due sposini facendogli scoprire cose che sicuramente non si immaginavano su Perugia.
Vi allego il biglietto (che poi è il nostro regalo!)

New York City Views Project

gennaio 30, 2010

Vista l’assenza di idee su cosa scrivere in queste pagine, o i troppi pensieri che mi circondano in questo periodo (e sono forse la causa della mia secchezza mentale), vi propongo oggi un nuovo personale studio che sto facendo sul disegno a matita.

L’ho chiamato New York City Views Project proprio perchè nel tempo cercherò di realizzare vedute della grande mela che tanto attanaglia i miei viaggi pindarici.
Potete considerarlo una sorta di regalo a questa magnifica città che mi è rimasta tatuata nel cervello e che difficilmente potrà essere paragonata ad altri viaggi.
Perchè….. A New York si ha l’impressione che le cose avvengano più velocemente che altrove. (Lawrence Block)

Il sistema è piuttosto semplice:
Si fa un disegno.
Lo si passa a Photoshop.

Ora; questi che vedete qui sotto sono i miei primi due tentativi, realizzati in circa 2 ore l’uno.
Il disegno a matita potete notare è molto spartano e veloce; ho dedicato più tempo nella postproduzione ed ottenere così l’effetto finale.
L’obiettivo è creare un’immagine dalla chiara connotazione NOIR, FUMETTISTA, LOW-DEF. ok, insomma, mi sto divertendo chiaro???

Sono molto curioso di sapere se vi piacciono; in tal caso ne realizzerò altri con disegni più dettagliati e belli. E se volete anche su commisione!!! ;D

ciao a tutti

NYCVP1_Il fumo dalle fogne, il taxi

NYCVP2_Empire State

ABC3D ::: a pop-up book

febbraio 5, 2009

Questo è il mio ultimo acquisto da amazon.com.

Un libro spassoso e che consiglio agli amanti del lettering, della grafica e del pop-up.

ABC3D!!!

WORKSPACE DI CASA

gennaio 25, 2009

Su HOW DESIGN, uno dei più importanti magazine del settore grafico e di design al mondo, c’è una rubrica carinissima che mi piace sempre leggere: si chiama workspace, e mostra in poche foto quelli che sono gli ambienti di lavoro e le scrivanie dei più forti e rinomati studi di grafica al mondo (al 99% sempre americani).
E fra wii su maxischermo, guitar hero vari, tavolini personalmente aerografati, MacPro di ultima generazione spaiati un po’ quà un po’ là o iMac del ’98 in sala riunione, ci si può ritrovare anche a sfogliare immagini di vecchissimi cassetti di farmacia usati come nuovi porta oggetti o pareti interamente formate da mattoncini di inizio secolo scorso con appiccicati milioni di post-it.
Veramente divertente!!!

Io lavoro in un posto bellissimo, con un camino bianco in disuso costituito da due montanti atropomorfi dietro la mia scrivania e un soffitto interamente affrescato sopra l’open space delle nostre teste. Forse un giorno ve lo farò vedere.

Per ora inserisco il mio piccolissimo workspace di casa… perchè comunque adoro anche questo e perchè presto forse non sarà più così…!

stanzalow

Punky Dumpy

gennaio 13, 2009

punkydumpy

La camera nuova nuova di Lavinia

dicembre 13, 2008

questà è la futura stanza di mia nipote Lavinia.
disegnata dal sottoscritto, piutturata da un po’ tutta la famiglia.
check it out!

a

The Little Blue – What to do

novembre 9, 2008

The Little Blue – what to do, la fortunata e attesissima guida scritta per gli stranieri dall’americano Zachary Nowak insieme a Alan Whykes sulla città di Perugia è finalmente disponibile in tutti i principali pubs e locali del Centro Storico.
Vi consiglio, se la vedete, di prendervene qualche copia in più perchè da come ne so stanno andando a ruba!
Scrivo della Little Blue perchè se è vero che a scriverla è un amico, Big Z Zach, a curarne l’aspetto grafico è il sottoscritto! Ecco spiegato l’arcano!
Quindi buona guida a tutti 🙂

littleblue2
questa è la cover

littleblue1
the little blue!

lastragialla
per gli appassionati: la lastra di stampa del giallo

lastramagenta
per gli appassionati: la lastra di stampa del magenta

Umbria Luz

luglio 14, 2008

UMBRIA LUZ: l’Evento promosso da ilBuko , che ha visto protagonista il luccicoso artista Mario Sirchio, sua moglie e le sue opere di luce, contornate da musica ritmosa dello stesso.

UMBRIA LUZ
Per chi l’ha visto e per chi non c’era.
Per chi pensa che ilBuko, grazie anche a queste cose, non si debba mai chiudere.
Per il vicino che lo chiama invece con un volgare stocazzodebuco per via del rumore.

Permettetemi di dirlo: qui Marco Riccieri (da oggi BUCANIERE) ha fatto le cose in grande davvero:

Spazi metafisici e suoni asiatici.
Suoni caldi e bibite fresche.
Bambini e adulti insieme.
Luci infotografabili e luci degli occhi coinvoilti.
Ecco perchè Perugia ha bisogno de ilBuko!

E bravo Marco che ci fai pensare di essere in altraparted’Europa

Moleskine // che mi frulla in testa

gennaio 10, 2008

moleskine-okok.png

Ho in mente un’idea… che faccio?
La disegno!

E allora ecco Moleskine // che mi frulla in testa, uno spazio che aprirò a breve in questo blog dove troverete una galleria con i disegni pensati e scritti su carta in momenti di relax e scazzo!

L’idea è banale, il risultato è quantomeno piacevole!
Ogni disegno sarà commentato in quanto a origine e idea, poche frasi per un significato più profondo.

Qui sotto il primo

Autoritratto

num01.png

9 gennaio 2008, sono a casa.
Perchè e difficilissimo farsi bene!
Origine: una foto di Alessandra che mi ha fatto durante D·Mostra

D·Mostra

dicembre 13, 2007

dmostraflyer.jpg

Sabato 22 e domenica 23 dicembre finalmente apre D·mostra, la prima (e ultima!!!) esposizione grafica/pittorica del sottoscritto.Si terrà a Perugia, in via Bella 4c, al BUCO di MARCO, dalle ore 12 di sabato alle 18 di domenica.
Se passate di notte comunque non preoccupatevi, saremo lì!!! Portate da beve… e non mancate please!… Quando v’arcapita!

immagine-3.png
Qui sopora i flyers alternativi a quello ufficiale…

PD… il nuovo simbolo

novembre 23, 2007

logo_pd_1.jpg

Una grande P verde, una D bianca su sfondo rosso, a dare l’effetto del tricolore. Sotto, la scritta Partito democratico, con un piccolo ramoscello d’ulivo. Questo il nuovo simbolo del partito di Walter Veltroni.  

Neanche tanto male se si pensa alla pessima concorrenza!
Avevo infatti un misto di paura (avete mai visto qualcosa di valido in politica graficamente?) e curiosità (pensai: “speriamo si diano da fare!”) della cosa, tanto che oggi navigando scopro che l’autore dell’opera è un giovane molisano di 25 anni che si chiama Nicola Storto che lavora per AREA, azienda fra le leader in Italia per graphic identity. Nicola è fresco di laurea in Comunicazioni visive e multimediali dello IUAV di Venezia ed ha avuto come docenti, tra gli altri, Leonardo Sonnoli, Thomas Bisiani, e soprattutto Michel De Boer, quest’ultimo art director di Studio Dumbar in Olanda. 

Non sto a dirvi le critiche che può avere avuto la distribuzione del marchio (come saggiamente dice Oliviero Toscani “Per piacere a tutti non deve piacere a nessuno!”), ma ciò che più mi rende perplesso è questa immagine che ho trovato in un blog, un po’ cattiva, un po’ violenta, dai toni decisamente invidiosi:

pd.jpg 

Adesso, povero Nicola, non è certo un capolavoro di identity, ma l’avranno sommerso di paletti creativi, in più, considerando che dare simbologia ad un partito che ovviamente non ha una sua ideologia, mi sembra certo un’impresa quanto meno complicata!

BEH… Io gli dico: BRAV(IN)O! 
Non è stato facile immagino, lascia fare chi dice che hai spudoratamente copiato il tuo professore… ormai non si inventa più niente, si fa solo un buon lavoro e si cerca quel pizzico di creatività nascosta fra le grazie, le cromìe e nei rapporti vuoti/pieni… in questo il marchio PD può andare. È impossibile non scovare qualcosa che assomiglia a qualcos’altro che hai fatto, troppe cose, troppi loghi, TROPPA GRAFICA!! Questa è la mia idea!
E… in più se sai copiare bene, il lavoro viene fuori alla grande! Ci metterei la firma a 25 a creare una cosa di così alta visibilità… FREGATENE!!! Sono tutti invidiosi!
Le mie critiche sono solo alla retorica (il tricolore, l’acronimo, il ramoscello a rimando delle origini), ma non penso sia colpa tua in fondo. L’aspetto più bello il rettangolo, novità assoluta nella politica nostra piena di cerchi!

Poi questa frase che un po’ m’ha fatto ridere!
“È il simbolo di un grande partito che guarda al futuro e vuole bene all’Italia. Il partito del Patriottismo Dolce. Noi saremo così”, dichiara Ermete Realacci, responsabile comunicazione del Pd. (da http://www.repubblica.it).
Sì vabè, poi? Prociutto Dolce? Pizzeria Damario? Pavimenti Disinfestati? Oppure Punto D? o ancora Picchia Delicata?
Micki, me ne suggerisci uno? Dai lo sai quale!!
Abbiate il coraggio di dire che l’acronimo non pone problemi a nessuno!
Meno simbologie nascoste ci sono, più piace (nella sua quasi bruttura) a tutti!!
Daje freghi su!

Chissà che s’inventerà ora il Berlusca col nuovo Partito delle Libertà o Partito del popolo delle libertà (chissà che cambia! La minestra è quella!)? Vedremo (ora la mia curiosità si trasferisce al suo comparto grafico) però io dico che nell’oceano di schifo grafico presente nella politica italiana non sarà facile battere questo moderno, seppur retorico, PD.

Rivoluzione Fiat

febbraio 2, 2007

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Con l’uscita della nuova Fiat Bravo il celebre marchio italiano di automobili ha rinnovato radicalmente la sua comunicazione esterna presentandosi al pubblico con un “nuovissimo” marchio.
A distanza di neanche 10 anni circa dal radicale restyling che cambiò le quattro strisce oblique con lo stemma anni ’50, dal gusto retrò-chic, eccoci quindi ad un ennesima svolta grafica: uno scudo cromato a sfondo rosso caldo con la scritta Fiat in primo piano.
Niente di radicale, niente di così connotativo, solo un qualcosa secondo me facile da vedere e facilissimo da scordare!
Provate a compararlo a storici marchi quali Mercedes, Audi, Ferrari o Toyota. Non c’è paragone; pure se costruiti su strutture assai più semplici, basilari e banali, non perdono mai fascino, ma restano anzi modelli segnici di riferimento durevoli nei decenni (sarà perché costruiti su quei criteri?).
La stessa Citroen, o che so la Suzuki, che non solo sono sullo stesso livello qualitativo di Fiat, ma che utilizzano anche alcuni stessi pianali (vedi la S-X4 Suzuki con la Fiat 16), hanno dalla loro una strategia comunicativa secondo me più fidelizzante. Ognuno si ricorda la semplice “S” di Suzuki, ognuno ricorda gli stessi tre angoli di Citroen di cui anche la 2 cavalli era provvista, ma ora pensateci su, sapete dirmi (senza leggere sopra) come sia fatto il marchio Fiat?
Non ve lo ricorderete fidatevi, perché non ha un gran ché di adocchiabile. Questo non perché il marchio sia uscito pochi giorni fa, ma semplicemente perché non ha una forma definita e che ancòra il cliente. Anche fra un anno non saprete descrivermi il logo se ve lo chiedo, mentre tutti possono dire “Audi, i 5 cerchi sovrapposti”. Poi cos’è questa frenesia di cambiamento? Non fa altro che disorientare il cliente che invece sa da 80 anni circa di comprare un cavallino rampante su sfondo giallo… e gli esempi non finiscono con Ferrari.
Ulteriormente a questo, sono state create modifiche anche al lettering delle pubblicità: copy, payoff e tutto il resto è ora editato con un carattere avanguardista, di cui sinceramente non conosco il nome, mentre prima, solo 4 giorni fa, era il funzionalissimo Frutiger il font aziendale per i testi correnti. In questo periodo caratteri simili sono molto alla moda, danno idea di modernità e funzionamento, ma non so quanto siano validi per corpi di testi più lunghi. Il tempo mi darà torto o ragione.
Devo ancora studiare bene la comunicazione e le modifiche fatte (ho visto solo una volta la pubblicità), ma per ora sono queste le mie prime impressioni sulla rivoluzione comunicativa di Fiat.
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SEGNAL(i)Azioni #1

febbraio 1, 2007

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La rubrica che raccoglie comunicazioni strane viste e catturate in giro per il mondo

SEGNAL(i)Azioni #1
Studio dentistico dott. PIGLIAPOCO

Cosa? Un dentista che si chiama così? come può essere possibile!
😀
(Fotografato in Viale della Stazione a Terni)

Apre in www.brusmat.it la sezione D-Segni

dicembre 4, 2006

Epoh gioca

L’esperimento visivo di D-Segni è ora disponibile nel mio personale sito http://www.brusmat.it:
per vederli andate qui

Io, la fotografia e la Coppa del Mondo

novembre 17, 2006

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Non mi era mai capitato di realizzare servizi fotografici, iniziare con la fotocronaca di un evento a Terni è stato veramente particolare.
L’evento in questione è stato un triangolare di calcio al Liberati a fini benefici con la presenza della nazionale della Polizia, i giornalisti Rai, ma soprattutto le vecchie glorie del calcio (Rizzitelli, Galli, Igor Protti e lo “Zar” Vierchowood – si scrive così?) arbitrati dal simpatico Longhi.
I grandi assenti (Schillaci, Graziani, Conte e Gullit) si sono persi una bella giornata di sport sano, condita dalla emozionante presenza così gradita della Coppa del Mondo. Sì, avete letto bene la coppa di Berlino, quella che capitan Cannavaro ha alzato nel “cielo azzurro” della capitale tedesca. Veramente da pelle d’oca.
Il casino intorno quel piccolo ma pesante oggetto era infinito, la voglia di toccarla però pure. Farsi fare una foto insieme non è stato certo facile, sfiorarla un successo, sollevarla, solo in pochi ci sono riusciti, e persino baciarla, solo uno ce l’ha fatta, un miracolo vero e proprio in mezzo a quel caos.
Coinvolto com’ero a documentare l’evento, mi sono accontentato della foto che vedete e di qualche “carezza” ogni tanto; questo scatto rimarrà indelebile per più motivi. È il mio primo servizio fotografico, è il primo con la casacca da fotografo (quella bianca), è vicino la Coppa che tanto ho sognato… che volere di più. Che sia da buon auspicio per la carriera fotografica? Chissà! Magari!

Vi lascio con alcune parole fisse nel cervello che non si cancelleranno mai: “è finita, è finita, è finita, è finita, il cielo è azzurro sopra Berlino, l’Italia è campione del Mondo”

L’AIAP a Perugia

ottobre 10, 2006


Evento interessantissimo, ricco di cose da vedere e pazzi grafici da tutto il mondo da seguire! La “spedizione” mia e del collega Francesco ci ha visti partecipi a (re)incontri molto piacevoli; il grande prof.Caldarelli, primo maestro sia mio che del Belluccio, sempre con lo spessore che lo caratterizzava, e il pugliese Alfredo LaNeve, collega di “stage” per me, collega normale per il Bellucci, in gran forma “professionale”.
Una giornata per rispolverare le belle presenze di” Roma | Carmi&Ubertis 2003″, che non fanno mai male e che sono professionalmente basilari, e assistere a workshop e presentazioni di notevole fattura di colleghi del resto del mondo.
Bella cosa insomma, peccato averla vissuta solo per poco tempo.
Vi lascio ai saluti che mi ha regalato Caldarelli prima di allontanarsi:
“Mi raccomando Matteo, ricordati dei filetti, le spalle, le interlinee, i paragrafi, le giustezze e i sgraziati…”
“Ok professore, come scordarsene!!!”

Aiap Community 0.3 a Perugia

agosto 29, 2006


Si, avete letto bene.

Dopo Riccione (2002) e Trani (2004), è la volta di Perugia di ospitare la grande Assemblea Nazionale AIAP che proporrà in contemporanea 50 soci che presentano 50 progetti. In uno spazio con cinque postazioni multimediali a grande schermo dove 5 soci per volta illustreranno contemporaneamente al pubblico un proprio lavoro significativo per il genere, per la metodologia, per la ricerca o per la tipologia della committenza.

dal sito:
“Basata sull’idea di creare uno spazio di confronto della qualità, Aiap Community 0.3 – 2006 vuole documentare l’eterogeneità degli approcci, le innovazioni e i processi che coinvolgono la nostra professione e rimarcare la centralità della cultura del progetto grafico.”

I lavori presentati saranno anche questa volta raccolti e pubblicati in un volume ad altissima qualità grafica.

Se vi piace il settore non potete mancare.
Appuntamento all’Università per Stranieri di Perugia, sabato, 7 ottobre 2006, ore 15.00.

Fatti all’inglese

agosto 25, 2006


La Gran Bretagna, come è noto, è una delle terre del design, per cultura e tradizione.
Il Design Museum di Londra, insieme alla BBC Two, ha pensato di celebrare indicando ai propri lettori venticinque grandi oggetti del XX secolo tra cui scegliere il progetto più significativo. Scelta difficile.

Gli oggetti che i curatori hanno selezionato sono certo una parte della grande aristocrazia del design britannico. C’è la pianta della Metropolitana di Londra e il sistema della segnalazioni stradali, la copertina del Sergent Pepper dei Beatles e la grafica di The Face, gli scarponi del Dr. Martens, gli autobus rossi a due piani, le cabine telefoniche, anch’esse rosse, tradizionali. E molto altro naturalmente.

Qualche inserimento sorprende ma risponde certamente ad una sorta di ‘spirito del tempo’: il videogame Tomb Raider (Lara Croft), ad esempio, oppure il progetto informatico per il www.
Oppure sorprendono certe esclusioni che non ci saremmo aspettati. L’unico carattere di stampa degno di una nomination è il recente Verdana di Matthew Carter, mentre sono ignorati grandi capolavori della storia della tipografia come l’Univers di Adrian Frutiger o il Gill. Non c’è traccia del lavoro di Pentagram, e l’unico prodotto librario in lista è il progetto per i Penguin Books che furono però disegnati da un tedesco, Jan Tschichold.
Qualche perplessità dunque, ma è anche logico che delle scelte rispondano i curatori dell’iniziativa che ne sottoscrivono la responsabilità.
Le schede dei singoli oggetti, dal sito del Virtual Design Museum sono comunque una guida breve e gustosa del passato ‘secolo inglese’.


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