Acquaforte per Zach

L’occasione era speciale, o la facevo ora o non l’avrei mai più fatta.
Sto parlando della personale realizzazione di un acquaforte per Zach, un mio amico americano in ripartenza per gli States dopo anni, 11 se non sbaglio, vissuti qua a Perugia.
Volevo un regalo speciale, per una persona speciale.

Piccola parentesi: la città dovrà necessariamente fare a meno della persona che ama la nostra città più di ogni altro perugino messo insieme che io conosca (ad eccezione di mio padre!). Peccato davvero. Vabè che tornerà ogni tanto, ma sarà dura!

Torniamo all’acquaforte.
Per chi non lo sapesse un’acquaforte è “… una tecnica calcografica molto diffusa, consistente nel corrodere una lastra di metallo (zinco di solito; rame per grandi tirature, come nel passato) con un acido, per ricavarne immagini da trasporre su un supporto (carta normalmente) per mezzo di colori” (da. Wikipedia)

Bene, ma come si fa un’acquaforte?
Io l’ho fatta e ve lo spiego passo passo, ma premetto una cosa: senza l’aiuto grandissimo di mia cugina Chiara e della sua potente pazienza, non sarei mai ruscito a stampare nemmeno un francobollo!
Grazie tanto Chià!

PUNTO 1
Fatevi un disegno che volete stampare, mi raccomando, che sia fico.

PUNTO 2
Ricalcatelo nella carta velina con un pennarellino

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PUNTO 3
Tagliate una lastra di zinco nella misura del vostro disegno. La lastra va poi limata nei bordi per evitare che in fase di stampa la lastra molto affilata tagli la carta e ripulitela con la nitro.

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PUNTO 4
Verniciate la lastra con una vernice speciale; questa eviterà che l’acido la corroda nelle parti che non volete stampare… (non mi sono segnato il nome, ma è una vernice apposita per acquaforte).

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PUNTO 5
Affumicate la vostra lastra nel lato stampa finché non sia completamente nera! (puzzerete di petrolio e fumo!)

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PUNTO 6
Riprendete il vostro disegno su velina e cospargetelo di borotalco. Aiutatevi con del cotone tamponando su tutto il disegno il talco. Dopodiché girate la vostra velina inborotalcata sulla vostra lastra affumicata. Ricalcate il disegno con la punta di una micromina facendo attenzione a non muovere il foglio sulla lastra (rischierete altrimenti di cospargere il talco su tutta la lastra). Finito di riscrivere il vostro disegno, alzate piano piano il foglio. Il risultato sarà una traccia di talco nell’affumicatura del vostro disegno. Questo sarà ciò che dovrà essere inciso.

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PUNTO 7
La parte più divertente. Va incisa la lastra con una spilla da balia attrezzata a mo’ di matita. Tutto il disegno di base aggiungendo elementi di dettaglio che il talco non è riuscito a imprimere nell’affumicatura. Divertitevi, sperimentate i tratti, aggiungete ombre, elementi, insomma, rendetela vostra.
Sappiate però una cosa “l’acquaforte non perdona” , un errore di incisione rimarrà per sempre, non ci sono sistemi per nasconderli ne MelaZ da cliccare…

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PUNTO 8
(Non ho foto di questa parte. Cerco di spiegarvela al meglio).
La lastra va quindi trattata con acido: la morsura.
Una miscela di acqua e acido (vi dirò presto il rapporto esatto), in una bacinella. La lastra della bacinella per circa 40 minuti.
Ogni 10 minuti con una piuma muovete l’acido: quando la lastra smetterà di fare bollicine allora la morsura sarà finita.
È la parte più importante, ma io non mi sento di spiegarla molto, non c’ho capito un cazzo!!!

PUNTO 9
Inizia la fase di stampa! Qui viene il bello.
Stendete il colore (nel mio caso era il blu) con una spatola di plastica in tutta la lastra, coprendo bene tutte le incisioni.
Dedicateci tempo mi raccomando.
Passate la TARLATANA, un tessuno molto leggero e non abrasivo, un derivato del cotone credo; questa andrà passata in tutte quelle zone che nel disegno che avete in mente non dovrà avere inchiostro.
Cerco di spiegarmi meglio: l’inchiostro finisce nei solchi dell’incisione e quelli verranno sicuramente stampati, ma le altre parti non incise verranno pulite con questo tessuto. Più pulirete più la stampa in quel punto verrà la stampa color carta.
Meno pulirete l’immagine più in quel punto avrà il colore dell’inchiostro (guardate la foto della stampa finale, l’ultima; vedete come negli angoli ci sia più colore? quella è una scelta mia per dare un effetto vignettatura alla stampa. In sostanza in quei punti non ho passato molta tarlatana.
La lastra è quindi pronta per essere fisicamente stampata.
Mettela sopra il foglio di carta precedentemente imbevuto d’acuqua e passatela al torchio piano.
Voila!

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PUNTO 10
Ecco il risultato finale.
Godetevelo.
Spero che abbiate un TORCHIO per provare questa bellissima cosa della stampa in serie. Dopo stampato va tenuto in pressa per un paio di giorni. Poi è pronto per essere Incorniciato

Emozione altissima, e il regalo è stato moooooolto apprezzato!!
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CIAO ZACH, buon viaggio!
Ci vediamo negli States!

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2 Risposte to “Acquaforte per Zach”

  1. michele Says:

    bellissimo racconto

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