FACEBOOK

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Circa due mesi fa parlavo piacevolmente di fronte un caffè con un amico americano, e non ricordo come poi i nostri discorsi dai divertenti filosofico/grafico iniziali sono finiti sul rinomato e modaiolo fenomeno del momento: ovviamente Facebook.

Scommetto la testa, o altro di più prezioso, che nel 50% dei discorsi di noi giovani c’è oggi ormai qualche riferimento al social network più famoso al mondo, per almeno pochi istanti. Siate sinceri, non è così?

Inizio a pensare a cose verosimili a cui ho assistito o che ho sentito.
“Ciao”
“Ciao piacere”
“Io sono Pinco tu come ti chiami?”
“Samantha!”
“ciao Samantha, hai Facebook così possiamo diventare amici?”
“Certo Pinco, cercami, io sono Sam82”
“Ok, io sono Picopallino”
“Mi raccomando Pico, aggiungi tutte le foto di stasera eh!?”
“Non preoccuparti Samantha, ti taggerò pure su quelle dove ti si vede bene in faccia”…

Il caffè è diventanto un po’ più amaro… ed io che lo prendo al vetro e senza zucchero ho sentito la necessità di inserire una bustina nel mio espresso… dalle pareti trasparenti del bicchierino vedevo lo zucchero sciogliersi e al tempo stesso cadere sul fondo della tazza…

La cosa che più detesto ormai di Facebook è che sta mettendo in estrema crisi il significato stesso di una parola fino quattro anni fa ben diversa: AMICIZIA.
Sono iscritto al network da quasi due anni, effettivamente conosco pochi perugini che sono iscritti prima di me, per cui il mio account è rimasto nella lingua che sino ad allora era l’unica per potersi registrare, cioè l’inglese.
Questo significa che ogni volta che leggo friend request forse il mio italico cervello
non fa troppo caso ancora alla parola e il suo significato reale.
O forse sta proprio nel fatto che chi ha creato Facebook è un americano, e l’accezione del termine è un po’ diversa dalla nostra. Non lo so, non sono sicuro.
Dicevo a Zach, l’amico con cui prendevo il caffè, che non mi stupirei se fra un anno, massimo due, questo termine venga inserito nel nostro Devoto-Oli.
Ci pensate? Facebook: social network americano che connette virtualmente milioni di persone e amici in tutto il mondo… qualcosa del genere.

Allora cosa significa oggi avere amici?
(Rispondo io che oggi ho 206 AMICI)
Parlando con alcuni sempliciotti, o meglio estrapolando loro l’idea che hanno, pare che il significato sia rintraccibile anche numericamente per la quantità di persone che ti hanno aggiunto come amici su Facebook. COSA???? Stiamo scherzando? Siamo arrivati a tale superficialità?

Ho deglutito il mio ultimo sorso di caffè. L’estrema amarezza lo zucchero non è riuscita a coprirla del tutto.

Conosco tipi che hanno almeno mille amici su FB; ma con quanti di loro sono usciti a bere un birra, con quanti di loro hanno scambiato pensieri, emozioni, momenti irripetibili? Quanti di loro possono dire di conoscere davvero?
Con quanti di questi mille soggetti hanno parlato dell’importanza di un sistema e del suo buon utilizzo? Con quanti sono almeno una volta incappati in momenti imbarazzanti guardandosi negli occhi? E questa è l’amicizia oggi!? Cazzo!
Non ci vedremo più negli occhi!? Noooo!!! non voglio crederci!!!

Vi ricordate l’uscita del cellulare?
Beh, era diventato un oggetto di status symbol, chi l’aveva era in, chi no era out.
Facebook sta facendo più o meno la stessa cosa; sta in qualche modo ghettizzando le persone fra chi l’ha e ha tanti amici e chi invece o non ce l’ha, o ce l’ha ma non sa usarlo, o chi lo utilizza intelligentemente solo per fare le cose per cui è nato: aggiornare le persone su eventi di loro interesse, e farle rincontrare dopo anni. E questo non va bene.

Il risultato è solo un ventidue milioni di persone circa che sono ogni giorno più sole, nel senso peggiore, non fisico, del termine.
Perchè Facebook non è nato per farsi i cazzi degli altri e cazzeggiare mentre si lavora. No, è un network e come tale dovrebbe essere usato. Ma chi oggi lo usa più solo così? Ditemelo voi!

Ho pensato tante volte a chiudere l’account, soprattutto in questo periodo che persone che non vedo da anni e che magari hanno con me un rapporto reale, face to face, del tutto insignificante stanno aggiungendomi come amici.
Pare che rifiutare una richiesta stia brutto… eppure a volte…

Non lo faccio, non chiudo il mio account, soprattutto perché mi sono impegnato personalmente a dosare da ora in poi il suo utilizzo. A farlo essere realmente un oggetto utile più che modaiolo, costruttivo piuttosto che isolante.
Per l’amicizia me ne faccio una ragione; forse non cambierà mai il significato più intimo ma verrà aggiunta una connotazione a questo tipo di rapporto. E va’ beh!

Sono andato a pagare il caffè e ho ringraziato Zach per la chiacchierata, ironizzando di come ormai questo Facebook abbia indicato di molto anche la sua vita pur essendo fermemente risoluto a non volersi iscriversi per evitare tutto questo.
È un potere silenzioso che è in grado di influenzare anche chi ne snobba i principi.

Letto altrove:
Non ho FACEBOOK
eppure campo uguale!

Qualcuno ha scritto un commento sul mio wall… vado a vedere di che si tratta.
Un saluto a tutti.

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