Morti bianche


Immagine dal sito http://www.hermes-press.com

Questo è in articolo scritto da mio fratello Simone sul tema piuttosto delicato, ma che penso sia importante far circolare.
Buona lettura…

Sono le 8:00 di un venerdì mattina.
Come al solito si sente nell’aria la felicità di un nuovo weekend in arrivo ed in più la giornata si presenta con uno splendido sole di Ottobre.
Faccio colazione con la quotidiana tazza di caffèlatte e intozzo il dolce che la sera avanti è avanzato dalla magnatona di pizza.
Accendo la TV. Il solito Vaime parla del cinico allenatore dell’inter, di cui non ricordo neanche il nome. Cazzate.
Zapping tra magnum PI e rassegne stampa.
Morti tre operai al mugello…caduti da 35 m. di altezza
Morto ragazzo 28-enne a Torgiano schiacciato dal carico caduto dal carroponte.
35 m. di altezza, un eternità
28 anni, un attimo
E la giornata si fa rapidamente diversa.
Per chi come me lavora e crede nel settore della sicurezza, il gelo nel sangue arriva anche se sei lontano Km da dove succedono i fatti.
E improvvisamente capisco la fortuna di poter arrivare al week end.
E improvvisamente mi chiedo come noi che tutti i gg ci sbattiamo per non far fare male a nessuno, dovremmo reinventarci per riuscire a colpire il nostro obiettivo.
Mi chiedo perchè, e non è retorico.
Perchè stamattina mi si è freddato il sangue.
Perchè chi lavora non rispetta le regole.
Perchè chi dà lavoro vuole risparmiare sulla salute dei suoi operai
Perchè dobbiamo sempre correre e metterci a rischio
Perchè ancora non abbiamo una cultura del rispetto delle regole e delle leggi
Perchè ancora si muore sul lavoro
E questi sono i motivi che mi fanno credere in quel che faccio…
Impariamo a rispettare le regole.
Accendiamo il cervello prima di andare a lavorare.

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3 Risposte to “Morti bianche”

  1. LELLA Says:

    ATTENZIONE NUOVA LEGGE CENSURA WEB ALL’ORIZZONTE-

    http://notizie.alice.it/notizie/politica/2008/10_ottobre/03/razzismo_presto_proposta_di_legge_contro_siti_web_xenofobi,16298399.html

    http://80.241.231.25/ucei/PDF/2008/2008-10-04/2008100410766603.pdf

  2. Archimede39 Says:

    Sarebbe bello avere una risposta precisa a tutte queste domande… Alcune di queste le posso azzardare.
    >Il sangue mi si gela anche a me, visto che ho lavorato per anni nell’edilizia, ho visto morire due colleghi e so cosa vuole dire infortunio o malattia professionale, essendone stato colpito
    >Chi non lavora non rispetta le regole… colpa nostra , è vero, ma spesso accade che in luoghi di lavoro dove gli imprenditori non sono sensibili al rispetto delle norme, chi prova a farlo viene indicato come un “disturbo” diventando quindi un probabile disoccupato o meglio un futuro candidato al prossimo licenziamento… per mantenere la famiglia un lavoratore è disposto a sottostare ai ricatti dell’imprenditore e dei sui sottoposti esponendosi anche a gravi rischi; la regola è lavorare a testa bassa dicendo sempre si e guai a sollevare obiezioni specie se in merito alle condizioni di lavoro
    >Chi da lavoro non investe in sicurezza perché risparmia denaro e, visto che solitamente queste persone considerano i lavoratori come numeri o meglio come limoni, preferiscono spremere i lavoratori fino alla fine dopodiché quando diventano inutilizzabili ed improduttivi preferiscono sostituirli con nuova forza lavoro, visto che sul mercato questa non manca mai ed esiste una spietata concorrenza. Meno si investe più alti sono i profitti, meglio rischiare una sanzione (cosa che secondo i calcoli di probabilità può capitare una volta ogni 15 anni o più) che dover spendere continuamente risorse per mantenere i luoghi di lavoro sicuri. L’imprenditore sa fare i suoi conti e , visto che le sanzioni, almeno fino a poco fa, erano irrisorie(per questo ora i rappresentanti della categoria imprenditoriale -Confindustria e Confartigianato- fanno pressione sul governo per ridurre quell’ inasprimento delle sanzioni e pene previsto col DLgs 81/08) sono meno onerose dei costi che si devono affrontare per garantire sicurezza nei luoghi di lavoro, preferisce tralasciare tutto ciò che ha a che fare con la parola sicurezza.
    >ci esponiamo ai rischi sempre per il motivo in cui si spiega perché i lavoratori non rispettano le regole, se non lo facessimo avremmo già pronto un nostro sostituto pronto a svolgere il nostro lavoro più rapidamente magari a minor costo.
    >la cultura al rispetto delle leggi non l’abbiamo perché non ci è mai stata insegnata, occorre partire dal basso, fino da quando si è tra i banchi di scuola ad insegnare ed abituare i giovani, futuri lavoratori, che è necessario il rispetto delle norme in modo che ciascuno di loro cresca con la cultura della sicurezza, occorre aumentare la qualità dei corsi di formazione, corsi che fino ad oggi vengono fatti solo per ottemperare agli obblighi legislativi non per fornire le necessarie cognizioni.
    >perché si muore sul lavoro…basta sommare tutti i fattori precedentemente citati ed aggiungere la piccolissima percentuale di fatalità.

  3. Dave Says:

    Un sito utile per orientarsi nel mondo del lavoro: http://www.cv-lavoro.org

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