La teoria dello stradino

Ieri sono andato a correre per un po’ con un caro amico; e siccome nel mentre io avevo bisogno di fiato e lui di parlare, mi ha dettato una sua teoria, che scaturisce da un dialogo avuto con un lavoratore della strada… la teoria dello stradino.

Incontra questo stradino e gli chiede come mai sta chiudendo la buca nella strada in così malo modo.
(Anche mettere le toppe all’asfalto è un arte e se la si fa male è inutile per tutti!).
Sicché lui risponde che così facendo ci sarà sempre bisogno di lui, e che se la chiude bene lui non avrà più nulla da fare per il resto della giornata.

Dico io: a parte il fatto che non avremo mai strade pulite e sicure, ma poi invece di giocare con la pelle degli altri, che con quella buca possono rimetterci le ossa, non varrebbe la pena investire il tempo rimasto a chiudere altre buche o inventare/organizzare/discutere su come tapparne di nuove?
E penso pure che chiudere alla meno peggio una buca necessita di un solo 10% in meno di tempo ed energia che fare il lavoro fatto per bene.

Ha ragione quindi il mio amico… la teoria dello stradino è oggi una caratteristica di tutta l’Italia.
Fallo male e spendendo (in termini non solo economici) il meno possibile.
Troppe poche persone investono e hanno coraggio di tentare la qualità e la professionalità, e chi lo fa è anche additato come pazzo o politicamente scorretto.
Io non ci sto. Spero che quello stradino sia uno stronzo fra tanti, e che quei tanti siano minimamente motivati a fare bene il loro lavoro anche se questo porta a sacrifici e mal di schiena.

L’Italia inventò Enrico Fermi, che era amico di Albert Eisten, della relatività; ora i nostri geni e ricercatori studiano e sono giustamente sparsi giro per il mondo.
L’Italia è il paese di Leonardo e l’arte ora parla o solo straniero o solo un italiano riciclato. E per uno buono come Maurizio Cattelan lo si emargina dal territorio. E tutto il mondo ce lo invidia…
L’Italia diede vita al Palladio e continuiamo ad aver paura dell’architettura moderna, con il risultato di avere un ponte nuovo a Venezia (stupendo) disegnato da uno come Calatrava che genera più obiezioni che bocche aperte, perchè è moderno, perchè è semplicemente perfetto, perchè è troppo e noi penisulari continuiamo e continueremo ad avere fra le città più brutte d’Europa. Non ci meritiamo più nulla di bello?
L’Italia di Verdi e Puccini allora, l’Italia dei Tiziano Ferro e Finley oggi.
L’Italia delle grandi opere mancate, l’Italia delle occasioni perse, l’Italia che è indietro, e che potrebbe essere davanti a tutti, l’Italia che tanti stradini in giro per lo stivale hanno rigenerato malamente.

Se si ha la bicicletta su quelle buche si deve fare lo slalom.
Se si ha uno scooter su quelle buche ci si può cadere, farsi male o morire.
Probabile anche la stessa cosa se si ha la macchina.
Solo si si va un giro con un carroarmato caricato a parolacce e buoni propositi forse quella buca, presente o meno, non sembrerà neanche che esista.
E non parlo solo di buche della strada…

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