Gatta

settembre 20, 2016

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Non è mica facile disegnare un gatto!
Ringrazio la modella Hendrix per la posa concessa.
Non troppo divertente, circa 1 ora di pittura digitale.
M

Hendrix, il canguro

settembre 20, 2016

Ad Hendrix piace dormire con un canguro di peluche.

Sono più o meno della stessa stazza… per ora.

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Hendrix, la chitarra

settembre 12, 2016

Io ho una chitarra, una Fender Telecaster bianca e nera.
Come Hendrix, una gatta bianca e nera.

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Hendrix, la gatta

settembre 11, 2016

Ieri è arrivata Hendrix, la mia prima gatta da quando vivo solo.

Immagino i suoi pensieri e mi fanno ridere…

Ciaohendrixthecat

 

Christo!

luglio 6, 2016

MannaggiaChristo

Parlo di Christo, e della sua Opera, The Floating Piers, dopo aver letto questo articolo.

Non mi ha mai interessato l’aspetto estetico; oh quelli son gusti, c’è a chi piaceva e a chi no.
L’arte contemporanea, in fondo, ha radicata in sé l’assenza di oggettività, non è mica l’arte rinascimentale! (Alzi la mano a chi non piace, che ne so, “La dama con l’ermellino” – non vedo nessuno.)
L’arte vecchia è didascalica, “facile” e universale, non presuppone dubbio e riflessione come quella giovane; è tutta lì!
Quella a cui appartiene anche il The Floating Piers, è invece o un rebus da risolvere o un non-sense dell’artista, a cui i critici vogliono a tutti i costi dare un significato (come hanno fatto per molte opere di Christo, come lui stesso ha dichiarato).

Sono solo tanto tanto perplesso di quanto sia stato necessario ‘sto baraccone per soli 16 giorni, coi costi sociali che ha avuto e avrà per il territorio…
Io boh…
Capisco perché nel passato le altre città europee avevano rifiutato il progetto. Ha, anzi, AVEVA, dei costi/benefici incredibilmete bassi per tutti.

Insomma, mi viene da dire una cosa che mi stringe il cuore, ma…
…A volte si può fare a meno dell’arte…
(Parole grosse lo so)

PesceMostro

giugno 12, 2016

FishManFirmato

PesceMostro
Prima la matita e poi i colori digitali.
Circa 3 ore.
Oltre 50 livelli (troppi)
Molto divertente.

Qui sotto il passaggio dal liner nero poi scannerizzato e passato quindi ai colori digitali.
🙂

LinerColori

The revenant

aprile 28, 2016

Leo

Di nuovo alle prese con un volto. E credo che, visti i risultati, non ci tornerò prestissimo: gli occhi sono molto molto difficili e quindi sono venuti brutti, non riescono mai a piacermi.
Non so se è la scena, ma il disegnarlo mi ha messo freddo che non vedo l’ora di andare a letto.

Circa 4 ore di lavoro.
Elaborazione strana: veloce in alcuni punti, estremamente complessa in altri.

🙂

Trinità

aprile 18, 2016

Trinità

La mia esposa stava al fiume señor, a lavare… un gringo l’aggredì e la voleva… e ho corso in suo aiuto… avevo il coltello… quello mi guarda con gli occhi spalancati e muore… nel cadere avrà battuto la testa… io gli ho dato solo qualche coltellata…
(il Messicano a Trinità)

Omaggio a quel gran bel film di Lo chiamavano Trinità.
Circa 4 ore, forse qualcosina più.
Mi piace.
Mi basta.🙂

La gif
Trinità

Particolari
Part

Minion

aprile 9, 2016

Minion

Presto il protagonista sarà testimonial per una campagna del mio paese.
Circa 4 ore. Fa ridere.

Mimetizziamoci!
Mimetizziamoci

Un particolare
Particolare

E la gif.

Minion

Porcupine

marzo 25, 2016

Lei

Ancora alle prese con Edward Hopper.
Il titolo originale dell’opera è Morning sun, il mio è Porcupine (inutile spiegarvi perché).

Tante tante ore, forse 7, ma moltissimo divertimento.
Prospettive impossibili, ma poco importa.
Acquisisco nuove tecniche, non vedo l’ora di tornare a metterle in pratica.

Dedicato ad Elena🙂

Nottambulo

marzo 13, 2016

Nottambulo

Omaggio al più grande artista di sempre.
Circa 2 ore.
Particolare liberamente tratto da Nighthawks di Edward Hopper.

Not

I love you Jessica

marzo 7, 2016

Angela

Tanti tanti livelli.
I ritratti non sono facili,
mi diverto molto

Dentro la macchina

gennaio 11, 2016

DavidBowie

Elena ed io, in macchina.

Spesso, verso chissà quale meta o di ritorno da chissà dove, lei interrompe bruscamente la musica che sta suonando la radio per scegliere un pezzo che le piace molto, tantissimo. È una canzone di David Bowie, il Duca bianco che oggi è fra le sue stelle.
Anch’io l’ho sempre adorata, ma ultimamente con lei ha assunto anche un significato in più.
Il bello della musica è proprio questo, che col tempo, il ritmo, la melodia non fa altro che unire le persone che ne condividono la bellezza.

La canzone va avanti. Inizia un countdown.

Non ho mai avuto una buona memoria, per cui in questa prima parte le parole che escono sono sottovoce, sommesse, non hanno la frenesia di volersi replicare.
Ma ogni tanto qualche inglesismo esce fuori. Anche per stare al passo.

Un lungo feedback di chitarra fa vibrare i timpani.

Esattamente dopo 75 secondi dall’inizio della canzone, lei mi segue e iniziamo ad urlare ad unisono come due cretini le barole del Duca.

This is Ground Control to Major Tom
You’ve really made the grade
And the papers want to know whose shirts you wear
Now it’s time to leave the capsule if you dare


Torna la strofa, ci plachiamo. Io scalo una marcia, Elena abbassa il volume.

Iniziamo a pensare a quanto può essere cretina la cosa, ma al tempo stesso ci divertiamo e ridiamo un sacco.
Quindi va benissimo così.

Torna il ritornello, appunto.

I peli sulle mie braccia fanno di nuovo la hola, perché quando il pezzo è bello è così che funziona.
Pelle d’oca ti amo!

Ad libitum sfumando.

La canzone finisce, e lo fa al meglio, senza possibilità di replica e quasi come una previsione.

Planet Earth is blue
And there’s nothing I can do.

Questa canzone ci ha fatto cantare ad unisono.
Grazie e ciao.

Fletto i muscoli e sono nel vuoto!

gennaio 10, 2016

Il supereroe italiano più fico del mondo dei fumetti.
Schizzo di 15min, poco lavoro ma tanto tanto divertimento

RatManBlog

Blade Runner

gennaio 4, 2016

Con l’arrivo dell’anno nuovo è arrivata anche la pioggia…

Tutti questi momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia.

Buon 2016 a tutti.

BladeRunner

éppi olidei renne!

dicembre 23, 2015

Buone feste a tutti, ci vediamo nel 2016!

Natale2015

Star Wars – The force awakens

dicembre 15, 2015

Domani è il 16 dicembre, domani esce Star Wars!
Che la forza sia con voi.

Yoda

Yoda

Jimi Hendrix

dicembre 6, 2015


Jimi

Jimi

Napoleone

dicembre 5, 2015

Napo

Fargo

novembre 29, 2015

FargoOK

Se non hai un cazzo da fare, disegna

agosto 5, 2015

Sono un autodidatta della matita, mai imparato sul serio, mai seguito lezioni.

Se avessi la possibilità di utilizzare la macchina di Matrix che permette a Neo in pochi secondi di conoscere e applicare le arti marziali e tutto il resto, beh, dopo il pianoforte e la chitarra, io vorrei imparare sul serio a gestire la matita.
I segni sono difficili da gestire.

Per me il disegno è terapeutico, rilassante, dinamico, e appena posso lo faccio in diverse forme.
Secondo me nel tempo sono anche migliorato… Secondo me appunto.
(Non credo sia così assurda come osservazione dai.)

Mi piace mischiare le tecniche – in reltá perché non le conosco davvero – e seguire alla cazzo di cane le idee che ho in mente.

Ho in essere un solo vero progetto concreto (tutte le Cittá invisibili di Calvino illustrate – sono fermo a poco meno di 10 su 55 se non sbaglio), più tanti altri disegni extempore.

Pochi giorni fa volevo cimentarmi in un ritratto, perché non lo avevo mai fatto e perché le città di Calvino sono adatte all’inverno per quanto assurde e cupe.

Ne é uscito un Walter White a penna (della serie Breaking Bad per chi é cosi ignorante di serie tv) su sfodo giallo pennarello Pantone.

Giú di critiche dai.

Date retta. Se non avete nulla da fare, le cose disponibili che non fanno mai male sono la musica, un libro, una matita e ovviamente l’amore…

   
   

T1 fa il bagarino

aprile 24, 2015

 Se parliamo di musica, concerti, biglietti… riconoscete la sigla T1?
(Evito di essere più palese, vorrei, ma non posso.)

Se apri il tuo punto vendita per il concerto dei foo fighters, avendo tra l’altro una quasi esclusiva sui biglietti, per richiuderlo dopo 10′, beh, mi viene da pensare che stai giocando sporco.

Per la cronaca:
I foo mettono in cantiere due date in Italia (Torino e Bologna).
I ticket ovviamente se li pappa e li vende T1.
T1 apre il suo store alle 10 di giovedì mattina.
Lo richiude alle 10:10 per esaurimento dei posti disponibili.
Pochi secondi dopo trovi centinaia (sì! centinaia e centinaia!) di biglietti a prezzo praticamente doppio sui principali siti di bagarinaggio online.

Ora, parliamoci chiaro, non puzza di marcio questa operazione?

Visto che inoltre il limite di acquisto dei biglietti le sito di T1 é di 4, come si fa a vendere (a spanne) piu di 30.000 tagliandi in 10′?
Lo trovo quasi impossibile, e soprattutto mi viene da pensare che ci sia una sorta di cartello fra T1 e i bagarini virtuali.

Per me ormai anche andare ad un concerto rappresenta una mezza mossa di mafietta: se stai al loro gioco “vivi”, altrimenti sei tagliato fuori.

Morale della favola? Per me niente foo fighters, perché anche il prezzo di un biglietto ha un suo limite.
Ci porterò a cena fuori Elena con la metà di quei soldi…

Vaffancfoo.

Torta di Pasqua

aprile 4, 2015

Bisogna provarci a fare le cose, perché è divertente, perché si imparano, perché ci si incazza e ci ama ancora di più.

Succede che quest’anno ho provato a fare la Torta di Pasqua.
Domani la porto a pranzo dai miei e vi dirò com’è.
Credo sarà sin troppo saporita…
Ma non importa.

Non lasciatevi ingoiare dagli errori, domani se ne saranno dimenticati praticamente tutti…
(E non vi distraete mentre fate le dosi….)

Buona Pasqua e Pasquetta.

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Un lavoro da 10

febbraio 1, 2015

Esattamente 10 anni fa era il freddo martedì 1 febbraio 2005 e ho iniziato il mio primo giorno di lavoro.

Quel giorno ho avuto la possibilità di iniziare il mio lungo tragitto professionale che mi ha portato fino ad ora e ho avuto la grandissima fortuna di farlo con una persona che da lì a poche settimane é stata in grado di trasmettermi quell’entusiasmo necessario ancora oggi a credere in quello che faccio. Io faccio il grafico, un lavoro più tosto di quello che si crede… Non faccio disegnini da 10 anni, faccio il grafico.

Quella persona di cui parlavo poco fa é Francesco; é stato il mio mentore e insegnante per diversi anni, ma soprattutto é stato (ma dentro di me so che é) un grande amico.
Vorrei poter dire che senza di lui probabilmente farei il magazziniere in qualche “ottima ditta” o starei vendendo “lavatrici a incarico… carico verticale” nei centri commerciali.

Il più grande rammarico di lasciare quel posto di lavoro é stato quello di lasciare Francesco, e di farlo forse nel peggiore dei modi (scusami).
Oggi ho perso di vista il Bellucc, ma so che la sua grande voglia e capacità lo avranno sicuramente portato ancor più lontano.
Ricordo ancora il mio primo progetto su cui lavorai: uno shopper per la provincia di Terni composto da quattro immagini centrali su campi colorati con i colori istituzionali… É stato Francesco ad incoraggiarmi e a spingermi oltre con nuove prove e alternative; con lui ho capito che davvero il lavoro che volevo provare a fare era il GRAFICO.

Non mi dilungherò molto, vorrei solo poter aggiungere due cose:
Innanzitutto che se si ha la fortuna di lavorare é già tanto, ma che se oltre ad avere questo culo, hai anche la possibilità di incontrare la persona giusta il gioco é fatto.
Non c’è niente di meglio che un posto di lavoro con degli amici dentro.
Anche pulire fogne con un amico può essere leggero (o comunque più leggero).

La seconda cosa che vorrei dire é semplicemente GRAZIE FRANCESCO; quel grafico di primo pelo senza di te sarebbe ancora un coglionazzo a fare chissà cosa.
E se rifletto su questo post da alcuni mesi, sulla necessità o meno di scriverlo, é solo perché so di quanto tu sia stato importante per il mio lavoro e di quanto mi rammarichi l’averti “abbandonato” in un modo che ho sempre detestato.
Sebbene le strade ci hanno diviso, io ti voglio ancora molto bene…

L’ironia ha voluto che il mio post sui miei primi 10 anni da grafico sia senza un’immagine ad hoc da me creata come hanno tutti i post da anni a questa parte in questo blog.
Ma oggi é domenica, sono a Cesena per il weekend, e sono senza computer.
Oggi con un iPad posso solo scrivere e dire GRAZIE!
Ma forse oggi è il copy ad essere più importante del visual

Buona domenica Bellucc!

Ma chi cazzo è Bon Jovi?

gennaio 2, 2015

bj

Sono una classe ’81, e se anche tu avevi nove anni nel 1990, ti ricorderai sicuramente della sigla che la Rai mandava in onda per i Mondiali di calcio italiani, dove la dorata e tonda coppa ruotava in primo piano su di uno sfondo blu.. Io me la ricordo così, magari mi sbaglio.
E la musica in sottofondo era “I want it all” dei Queen.

Quella chitarra distorta mi gasava, volevo sentirla, sempre.
Credo proprio che questo sia il primo approccio alla musica. La mia.

Chissà quanti mesi dopo, in occasione del Natale, mio padre regalò in ordine ai tre figli questi dischi (sì, gli LP, i CD erano ancora robe da ricchi):
Il fratello maggiore ricevette “Dangerous” di Michael Jackson.
Io ricevetti “New Jersey” di un fin lì sconosciuto Bon Jovi.
Il mio gemello fu il più fortunato… “The miracle” dei Queen, e quando lessi la playlist e vidi “I want it all” morii di invidia.

Il mio primo possesso musicale era quindi “New Jersey”.
Ma chi cazzo è Bon Jovi?,
pensai.

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Pazientemente cercai di farmelo piacere e devo dire che quella dannata “Bad Madicine” entrava nel cervello e aiutò molto.
Da lì non mi sono più fermato. Ore e ore di musica consumate e vita riempita di novità.

Adesso non riuscirei a collocare temporalmente i miei ricordi, ma più o meno in quei tempi girava in casa una VHS di un concerto a Mosca di Zucchero (“Live in Kremlin” credo).

Ricordo molto bene un pezzo nel quale quel tossico del Fornaciari in ginocchioni seguiva e sbavava su di un assolo lungo e incredibilmente bello del chitarrista.

Lì mi innamorai della chitarra, quella elettrica ovviamente.

Imparai a suonarla, mai troppo bene, e il maestro più importante, manco a dirlo, fu Jimi Hendrix. Sua maestà Jimi Hendrix.

Ecco, apriamo una piccola parentesi.
Jimi Hendrix è l’unico che dopo 25 anni di storia musicale non ho mai e poi mai abbandonato.
Lui è veramente il mio punto fisso.

A 14 anni mi comprai una Stratocaster (made in USA mica Messicana!) proprio perché era la Sua chitarra.
E con la chitarra elettrica fra le mani, in quei tempi non potevi sfuggire al doppio disco dei Guns “Use your illusion – I e II”.

Se gli appassionati di musica italiana strimpellavano Battisti io me ne fregavo, e arpeggiavo “Don’t Cry” o chissà cosa aswanghenawenabile (e chi lo conosceva l’inglese in quei tempi!).

Si affacciarono i Nirvana: cazzo, l’impatto era tipo quello dei Beatles degli anni dei fiori! Pogare con “Smells” era un must per tutti. Una periodo di dieci anni forse, le cassette si consumarono, i cd custoditi con cura e le spalle indolenzite.
Ricordo che la professoressa di inglese delle medie ci disse che quel titolo così lungo e difficile da pronunciare non significava nulla, chissà come mai…

Comprimendo i periodi musicali, dopo arrivò il metal dei Metallica e dei Megadeath, così come il power metal dei Pantera.

Nel frattempo che il mio primo gruppo rock Thunder Crash era nato, le influenze le si sentivano nei pezzi più duri da me mai scritti con la chitarra (come “FS”, la canzone sui treni – l’acronimo stava per Fuckin’ station, o “Seledet”).
I capelli ovviamente si allungarono e si aprì la strada del pizzo cattivo e indemoniato. Cose simpatiche a pensarci ora!

Dopo il power arrivò il progressive, ma il solo che ascoltavo era quello dei Dream Theater, dei Liquid Tension e dei Primus.

Tornai al rock più classico abbastanza velocemente, lasciando da parte qui virtuosismi freddi e senz’amore e mi concentrai sui Rubik3, l’altro e più importante gruppo di cui feci parte fino al 2006.
Bestemmierò dicendo che in quei tempi ascoltando tantissimo i Pink Floyd, inevitabilmente alcune cose volevo gli assomigliassero, ma eravamo i Rubik3, quelli del “Rock Geometrico”, come disse qualcuno; mille sfaccettature e mille stili diversi… Perché eravamo in cinque, e tutti ascoltavano la stessa roba, ma soprattutto, tutti roba diversa.

Ecco in quel periodo ciò che influenzò di più la mia musica furono i Radiohead.
Forse solo Jimi Hendrix supera la loro importanza e presenza dentro le mie orecchie.
Ho sempre amato il loro dinamismo, la loro voglia di rinnovarsi di essere fuori dal mainstream o esserne partecipi in punta di piedi.
Difficile dire se ci sia al tempo una rock band più importante per il decennio scorso.
Ora sono così intimi e autoreferenziali che per me è davvero difficile ascoltarli come una volta (forse perché ci sono sempre meno chitarre e sempre più bottoni elettronici?)

Oggi:
sono un appassionato di band islandesi/scandinave che campionano i rumori più strani, tipo quello delle renne mentre copulano, e che ascoltano altri quattro nerd musicali nel mondo da almeno quindici anni, da quando la mia deriva metal è finita in uno scoglio e non si è più disincagliata, da quando i membri di Thom Yorke non sono più i Radiohead ma appunto musicisti dello strabico. Da quando i Pink Floyd, i Pearl Jam e Jimi sono “solo” punti di riferimento evergreen e incancellabili.

Ascolto di tutto, ma l’indie è la mia vera passione. Non molto dettagliata, ma si difende bene.
E se devo fare proprio dei nomi e metterli al quarto posto dopo nella mia playlist di vita, beh gli Arcade Fire si beccano la medaglia di legno.
Esiste nella contemporaneità una band più importante e bella di questa? Secondo me no.
Insomma ogni singolo disco (sono quattro in tutto) è una stella bellissima, con dei pezzi che per me sono già nella storia (“Wake up”“Neighborhood” su tutti e tanti).
Reflektor” è un disco difficile, ma è un capolavoro. Se dovessi iniziare qualcuno agli Arcade non sarebbe certo questo il disco da cui farli partire, ma sicuramente col tempo si apprezza e si affina come un vino buono, fidatevi.

Ora vedremo cosa succederà.
Magari invecchiando inizierò a stupirmi con la lirica o chissà cosa visto che mi piace un sacco Einaudi o le aperture classiche alla Hanz Zimmer; non lo vedo così assurdo.

Il rock è la mia religione, perché mi da sollievo come una preghiera.
Comunque accontenta ogni vostro stato d’animo.
Concentrarsi sulla musica fa bene allo spirito.
Fatelo e ascoltatene tanta.

Velocità Interstellare

novembre 30, 2014

Vi

La visione al cinema di quel capolavoro che risponde al nome di Interstellar, ha riacceso in me tanta voglia di fisica, il mio primissimo amore scolastico.

Nel film ci sono molti richiami interessanti alla quantistica, la fisica spiccia e la fantascienza più standard… questo mi ha portato a mettere in discussione le più banali leggi che conosciamo.

Vediamo di fare chiarezza; partiamo.
(Se sei un fisico, un matematico, un astronomo scappa da qui alla velocità della luce! Ora!)

Sappiamo tutti che per determinare la velocità di un corpo abbiamo a disposizione due formule:
v=m*a (velocità uguale massa per accelerazione)
v=s/t (velocità uguale spazio fratto tempo)

Analizzeremo la seconda e dimostreremo come non sia univoca ma accostabile ad altre tre formule simili da oggi nel mercato della matematica/fisica gratis per tutti!! (Me vien da ride)


PRIMO CASO:

Dato un evento periodico a velocità media costante, la velocità è espressa dal tempo stesso.

Esempio: per fare il letto in media ci vuole un minuto? Io ci metto pochi secondi, quindi sono stato molto veloce.
Chiunque riesca a finire prima un evento che ha un tempo medio è un genio, è forte, è veloce.
Velocità non è più il rapporto fra spazio e tempo ma è essa stessa tempo.

v=t


SECONDO CASO:

Dato un particolare evento a velocità definita, la velocità è espressa dal rapporto dei tempi.

Esempio: il record mondiale di 400 mt piani è di 43 secondi? Io lo porto a 42 e ho battuto il tempo precedente, sono stato più veloce.
Velocità non è più il rapporto fra spazio e tempo ma fra tempo e tempo.

v=t/t


TERZO CASO:

Dato un particolare evento che richiede una quantità definita di eventi nell’unità di tempo, la velocità è espressa dal rapporto della quantità sul tempo.

Esempio: quando a Masterchef aprono la mistery box, o come diavolo la chiamano, sanno che dovranno fare in 40 minuti 6 tipi di carne. Se io riesco a farne sette, beh allora sono stato più veloce.
Velocità non è più il rapporto fra spazio e tempo ma rapporto fra quantità e tempo.

v=q/t


E pensare che volevo prendere matematica o fisica 15 anni fa…
Ahahahah

Se sei un nerd, un astronomo, un fisico, uno scassapalle, fatti una risata anche tu dai.


Parentesi.
Sabato sera, piove, cinema pieno.
Siamo in due.
Entriamo in sala col nostro biglietto per Hunger Games (avete letto bene, Hunger Games), terza fila, posto decentrato, vicino al corridoio di uscita.
Più laterale non si può.

Splendida l’idea di sgattaiolare nell’altra sala, che passa Interstellar e che all’apparenza aveva tanti posti liberi (segnalavano centododici, posto migliore per godersi un film lo troviamo sicuro!) e che invece col passare dei minuti ci ha costretto ad alzarci e cambiare posto ben due volte. Che ansia. Sono arrivati al cinema due pullman da 112 interstellari?
Inizia il film, 10 minuti di paranoia (qualcuno arriva sempre tardi al film, e se magari gli servono questi due posti?)
E invece no, tutto fila e ci godiamo le galassie.

Tutto sto casino per ritrovarci poi dove?
Terza fila, posti decentrati, vicino al corridoio.
Insomma era destino.

Meno male Interstellar. VOTO 9.

Breaking Bad genera polli

ottobre 16, 2014

PICCOLA PREMESSA PER:

  • Gli appassionati fruitori e/o in procinto di iniziare:
    questo post non ha spoiler rilevanti di nessun tipo, tranquillizzatevi.
  • Per quelli che lo hanno già finito di vedere da un pezzo:
    non sono uno di quei fortunati, mi mancano una decina di episodi…
    non rompete le balle.
  • Questo post credo sia interessante solo per coloro che sono almeno arrivati a conoscere Gus Fring (11° eisodio della 2a stagione).

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Quello sopra so’ io sì, in versione pollo però. Ok partiamo…

Non sono un appassionato di serie; a parte i Simpson, Boris, Scrubs e la prima stagione di Lost, non credo di aver mai avuto legami particolari con questi meccanismi di incollaggio al televisore.
Ma Breaking Bad è proprio un’altra cosa.

Per quanto mi riguarda Breaking Bad è la miglior cosa mai vista in tv, non esiste niente di meglio per come è scritto, ambientato, recitato, diretto e tutto il resto.
Se dovete scegliere la prossima serie da vedere, beh, io ve la consiglio davvero, ma occhio: è una calamita.

Detto questo c’è una altra cosa che BB ha fatto molto bene.
Ha definito un nuovo sistema di comunicazione fra me e Elena (la mia bella donzella), almeno per quanto riguarda il nostro accordo a vedersi.

Vi spiego:
Nella serie, quando Gus cerca White e vuole vederlo, gli manda un sms molto semplice: POLLOS,
indicando quindi il luogo dove vedersi, il fast food Los pollos hermanos, e l’orario, Vediamoci subito!

Bene, io e Elena ormai quando ci vediamo e siamo in procinto di arrivare nel punto concordato non scriviamo ciao, sto arrivando, sono lì fra 5 minuti, no, noi ci mandiamo una cosa molto semplice:

POLLOS!
o meglio ancora:
pollos

 

Lo so, è una cosa molto nerd, ma ha funzionato subito piuttosto bene.

Ora vorrei sapere quanti rincoglioniti la fuori fanno lo stesso; quanti di voi chiamano l’amante, lo spacciatore, il parente con questo sistema?

Adesso posso pure finire di vedere tutta la serie. E mi farà triste, già lo so.

Grande Vince!

Il mio iMac nuovo! Anzi no, vecchio

settembre 21, 2014

Il mio Workspace

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Questa esperienza va raccontata, non per leccare le chiappe alla Apple, ma semplicemente per rendere consapevole ancor di più  tutti che tipo di azienda sia la Mela.
È un esperienza positiva, che voglio condividere con voi lettori che passate qui anche per caso.

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Partiamo dall’inizio.

Nell’agosto 2011 avevo bisogno di un computer grande e comodo per poter lavorare. Ero stanco di sforzare vista e zoom con uno schermo da pochi pollici. Ho così speso la mia bella cifra e ho portato a casa un iMac da 27″ Intel core i7 8Gb RAM… Un bestione insomma.

Al suo primo compleanno l’iMac decide di darmi segni di squilibrio; si rompe la scheda grafica e sono costretto a mandarlo in garanzia. Impacchettamento furioso e preghiere al corriere di trattarlo a dovere.
Dopo 10 giorni di assenza e ritorno alla vita professionale con portatile, il grande luccicoso iMac torna a casa e sembra funzionare molto bene.
E lo fa per un altro anno e mezzo alla grande…

Appunto, un anno e mezzo, perché poi decide di rompersi di nuovo la scheda grafica (scoperta poi come il tallone di Achille di questo iMac specifico) e rassegnato all’idea impacchetto e mando in assistenza.
Piccola parentesi: nel frattempo la macchina è entrata nel periodo di Apple Care; per chi non lo sapesse la mela morsicata offre ai suoi clienti solo un anno di garanzia, se vuoi estendere a 3 anni devi pagare una garanzia specifica – appunto l’Apple Care, e mai scelta fu più azzeccata per una postazione da quasi 3000€!

Il tempo di pensare e godere di un computer con la sua seconda scheda video nuova dura poco; dopo due giorni a lasciarmi è l’hard disk da 1 Tb. Ma diamine! Due giorni solo!
Mi innervosisco; praticamente ho dovuto per la seconda volta in una settimana rimpacchettare il tutto e mandarlo in assistenza per la terza volta in due anni e mezzo. Altri 10gg senza postazione, altre sofferenze con il portatile. Era assurdo!
Me ne faccio una ragione e quando torna a casa mi sbatto di nuovo a “timemachinezzare” l’iMac. Roba lunga, noisa. Si perdono giorni di lavoro come niente per queste cose. Giorni, sì.

Arriviamo ad oggi (cioè poco più di un mese fa):
Torno dalle ferie, accendo il computer e l’iMac… non va! Di nuovo il disco fisso! Incredibile!
Parto di testa! Da li a pochi giorni anche l’Apple Care avrebbe chiuso la sua validità, ergo sarebbe stata la mia ultima assistenza gratuita per un computer per me ancora nuovo e che deve durare secoli…
Ma soprattutto mi infastidiva che avevo intuito che era nato male e mi avrebbe continuato a dare grossi problemi. Insomma 4 assistenze in tre anni erano inconcepibili per una macchina di tutti quei soldi, non vi pare?

Non ci sto.
Chiamo la Apple e mi incazzo. Ma mi incazzo davvero.
Ho lasciato a questa azienda migliaia di euro in vita mia, “non è possibile che il mio iMac sia una macchina così fragile!”
Dopo diverse chiamate, arrivo a parlare con un responsabile molto in alto e al mio “se avessi saputo che era così avrei comprato un Windows!” lui si ammutolisce e capisco che cambia prospettiva al problema; cercherà da li in poi in tutti i modi di risolvermi la questione.

VE LA FACCIO CORTA:
dopo ESATTAMENTE 10 GIORNI dal quarto problema al mio computer, la Apple, a sue spese ovviamente, mi ha mandato un NUOVISSIMO iMAC di pari livello al mio con la differenza che era la versione nuova, quella con il retro curvato per intenderci…
Un iMac nuovissimo si, in sostituzione del vecchio, credeteci.
N U O V O!

Non solo!
Entro un anno posso spendere di nuovo quei 180€ ca per poter acquistare una nuova Apple Care ed estendere così la garanzia ad un totale di tre anni.

Morale della favola?
Ho un iMac nuovo, che fino al 2017 sarà in garanzia e devo dire di essere non solo contento, ma anche grato alla Apple di aver fatto in modo che un suo vecchissimo cliente continuasse ad essere così soddisfatto
.
In effetti per le sole riparazioni del vecchio mezzo avevano già speso più di 600€, forse hanno capito che era proprio nato male. DANNATO!

Dieci Assoli Cazzuti

agosto 30, 2014

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Qualche sera fa, scendendo dalla macchina di Elena – la mia donzella, Radio Virgin stava passando Freebird, capolavoro dei Lynyrd Skynyrd, proprio nel momento iniziale dell’assolo.

Questo mi ha intrattenuto dal salutarla e ho cercato di spiegarle e convincerla che quello per me è uno dei più bei assoli di sempre…

Tornando a casa non ho resistito, e trasgredendo la regola che mi imporrebbe di non usare iPad prima di andare a letto, ho iniziato a risentire le canzoni che per me hanno le più belle svisate di tutti i tempi.

Chiaro che dare una classifica universale e oggettiva è praticamente impossibile; navigando fra i siti di settore troverete centinaia di chart, ognuna con un primo posto diverso, che magari vi farà pure torcere il naso.

È pur vero che alcuni sono sempre lì, fra i primi 10, per cui è un po come andare a pesca nell’allevamento ittico di trote; pescherai facilmente pesci grassi e belli.

Andiamo al dunque: vi propongo la mia personale classifica, con video linkabile annesso.

So che non ve ne fregherà un cazzo, ma tutto questo è molto rock ‘n roll.

Ogni pezzo da me scelto di per se potrebbe avere dei validissimi rivali tecnici e estetici, ma se per te (dico a te si) al primo posto c’è l’assolo di Laura Pausini mica mi incazzo! Vorrà solo dire che quell’assolo ti ricorda cose belle, che ti far star bene e che comunque vada la classifica del tuo amante/amico/esperto per te al primo posto c’è quello. Punto.

10 pezzi rock, 10 assoli, 10 canzoni di cui non si può fare a meno!

L’unica (dura) regola seguita è stata non mettere due pezzi dello stesso artista e ricordarsi di tutte quelle sessioni di air guitar passate, presenti e future che mi hanno avvicinato a questi capolavori (perché solo così era possibile per me avvicinare queste gemme)

Divertitevi.

10° POSTO Hotel California – Eagles

Parto bene, e accontento la generazione un po’ più figlia dei fiori.

POSTO Highway to hell – Ac/Dc

Fai con la testa così – su e giù, su e giù – ecco bravo.

8° POSTO Beat it – Michael Jackson (Solo di Van halen)

Gesù Van Halen! Incredibile!

7° POSTO One – Metallica

Il mio passato metallaro evergreen.

6° POSTO Stairway to heaven – Led Zeppelin

Bisogna scrivere per forza qualcosa? No comment dai.

5° POSTO November rain – Guns and Roses

Slash: uno dei chitarristi più sottovalutati di sempre.

4° POSTO Bohemian rhapsody – Queen

Uno dei più bei pezzi rock di sempre, con uno dei solo più efficaci di sempre.

3° POSTO Freebird – Lynyrd Skynyrd

Ha scatenato il post; cazzo è stupendo. Un capolavoro lungo e ben strutturato.

2° POSTO Comfortably numb – Pink Floyd

Avrei voluto metterlo al primo posto, è incredibilmente bello, ma non ho potuto.

1° POSTO Little wing – Jimi Hendrix

Lo so, per molto di voi nerd o guitar hero non è il miglior Jimi possibile, ma io ci sono troppo affezionato.

XX GIUGNO, perché so’ de Perugia

giugno 20, 2014

XXGiugno
Che era successo?
Perugia, 1859.
C’era il Papa.
I risorgimentali lo mandarono via.
Nacque un governo provvisorio civile.
Pio IX si incazzò, chiamò gli svizzeri per riprendersi la città.
Pochi, spaventati, mal armati perugini si difesero nei pressi del Borgo Bello.
Ne morirono 27.
Quegli svizzeri degli svizzeri con il papa da custode saccheggiarono e fecero casini per tutto il quartiere.
Cinquant’anni dopo Frenguelli costruì un monumento per ricordare i caduti.

E il Grifo con i suoi artigli, schiaccia la mitria papale.
Buon 20 di Giugno Perugini! 

SEGNAL(i)Azioni #12

aprile 30, 2014

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La rubrica che raccoglie comunicazioni strane viste e catturate in giro per il mondo

SEGNAL(i)Azioni #12
Una catechesi da nerd!

In molti non la troveranno né piacevole né simpatica, ma secondo me in questa chiesa, che tra l’altro è la chiesa del mio paese, a Natale hanno fatto una catechesi per l’avvento con una special guest come Chewbecca!!

Secondo me é stato uno spasso!

Nave senza cocchiere

febbraio 14, 2014

Dante

L’idea che si stia per formare il terzo governo, sì avete letto bene, il TERZO, non legittimato da nessuno di noi e che rappresenta solo 1.887.396 persone, cioè quelli che hanno votato Renzi (dati alla mano delle primarie PD 2013 – fonte: sito PD), è una cosa che mi fa paura, mi mette ansia, mi sconforta, che mi fa pensare che siamo proprio alla deriva.
Un capo dello stato trasformatosi monarca, una classe politica schizofrenica e delirante contro quella mezzamafiosa e mezzademocristitana. Risultato? Una stasi. Uno schifo. Non si fa nulla… si cambiano le poltrone.

Qui il più furbo vince e la gente giusta sfinisce, si consuma, si logora.
Sembra non ci sia più una dannata chance, sembra che è solo così che le cose possono andare.

Io sono molto stanco, e capisco chi se ne va o chi scrive queste cose (sono con te!).
Amo l’Italia con tutto il mio cuore, non me ne andrò.
Ma ci stanno spremendo, ci stanno letteralmente smidollando e finché non si renderanno conto che non ci sarà più nulla da succhiare, ci lasceranno così. Ma forse sarà già troppo tardi… Cosa possiamo fare noi?

Quando l’Italia era corrotta e decadente, Dante scrisse questa cosa:

Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello!

Erano gli inizi del 1300, il 6° canto:
A me sembra non sia cambiato un cazzo.

Apple – OS X Mavericks: finalmente installato

gennaio 8, 2014

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Avevo perso di vista Mavericks, il nuovo sistema operativo casa Apple, perché non riuscivo proprio a installarlo.

Poi è arrivato il Natale e sinceramente me ne ero scordato.

Oggi mi è arrivata una newsletter dalla MelaMorsicata sulle nuove features del SO e mi sono quindi ricordato e deciso di doverlo installare (o almeno riprovarci!).

La prolematica era questa: entravo in App Store ma cliccando sull’upgrade gratuito il sistema sembrava partire ma poi fermarsi subito dopo. In sostanza il download non avanzava e rimaneva tutto invariato.

Leggendo qua e la ho provato a risolvere con questo sistema che pare funzionare perfettamente: andate su Preferenze di sistema, account, e generate un nuovo Account Amministratore. Eseguite il login con questo nuovo account ed entrate quindi nell’App Store; ora cliccando Download gratuito tutto dovrebbe funzionare e dovrebbe partire lo scaricamento.

Una volta installato potete benissimo cancellare l’account temporaneo creato apposta per la procedura.

Un piccolo bug di Apple che potevano benissimo risparmiarci.

Spero vi sia stato d’aiuto.

Buon natale 2013

dicembre 19, 2013

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ci vediamo presto, promesso…

Auguri a tutti.

Passate il più bel natale possibile.

Mi manchi!

novembre 13, 2013

cari lettori,
sappiatelo, non ho abbandonato il blog, sto solo cercando di finire di costruire casa e tutto il tempo libero che ho lo dedico a quello.
Mi manca stare qui!
Non solo sto trascurando questo spazio, ma anche le relazioni con i miei amici più cari. Spero abbiate pazienza.
Ho diverse idee, svilupparle sarà sì possibile, ma solo dalla mia nuova scrivania di casa (quindi entro il prox mese – speriamo)
A presto

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