Periodo strano, pensieroso, intenso, trafficatissimo, pieno, sazio di cose bule e primavere promettenti, ma fra tutto la mancanza di tempo per se stessi che lascia più amaro a questo stralcio di esistenza.
Vi propongo allora un capitolo del libro di Daniel Pennac Come un romanzo. L’ho trovato fantastico… e allora tutto passa.
[...]
L’intimità perduta…
A ripensarci in questo inizio di insonnia, il rituale della lettura, ogni sera, ai piedi del suo letto, quando era piccolo - orario fisso e gesti immutabili - aveva qualcosa della preghiera. Quell’improvviso armistizio dopo il frastuono della giornata, quell’incontro al di là di ogni contingenza, quel momento di silenzio raccolto che precede le prime parole del racconto, la nostra voce finalmente identica a se stessa, la liturgia degli episodi… Sì, la storia letta ogni sera assolveva la più bella funzione della preghiera, la più disinteressata, la meno speculativa, e che concerne solamente gli uomini: il perdono delle offese. Non confessavamo nessun peccato, non cercavamo di conquistarci nessuna fetta di eternità, era un momento di comunione, tra di noi, l’assoluzione del testo, un ritorno all’unico paradiso che valga: l’intimità. Senza saperlo, scoprivamo una delle funzioni essenziali del racconto e più in generale dell’arte, che è quella di imporre una tregua alla lotta degli uomini.
L’amore ne usciva rinato.
Era gratis.
Dedicato a tutti coloro che amano leggere, quindi che amano se stessi.
Dimenticavo: l’immagine è di Mike Perry
Tag: Come un romanzo, Daniel Pennac, inno alla lettura, intimità, Mike Perry

Marzo 6, 2008 alle 8:36 am
Suggerimento interessante. Lo raccolgo. Grazie.
Marzo 6, 2008 alle 3:48 pm
é la scusa giusta per iniziare a leggere Pennac…
Marzo 18, 2008 alle 5:09 pm
Giusto Simi è la scusa giusta…per il cognato di prestarmi il mio primo Pennac!